HIV e la lotta alla discriminazione contro i malati di AIDS

HIV e la lotta alla discriminazione contro i malati di AIDS

La Sindrome da Immunodeficienza Acquisita, nota come Aids, rappresenta lo stadio clinico terminale dell’infezione da parte del virus dell’immunodeficienza umana (Hiv).

Anche se i trattamenti per l’HIV possono rallentare il decorso della malattia, non vi è cura conosciuta o vaccino definitivo contro l’HIV. Il trattamento antiretrovirale riduce sia i morti che le nuove infezioni, ma questi farmaci sono costosi e non sono disponibili in tutti i paesi.

A causa della difficoltà nel trattamento delle infezioni da HIV, la prevenzione, insieme alla sensibilizzazione, è un obiettivo chiave per il controllo dell’AIDS. 

Come si presenta l’AIDS

Trasmissione

La trasmissione del virus HIV può avvenire attraverso tre modalità:

  • trasmissione attraverso sangue infetto: attraverso trasfusioni di sangue infetto, tramite lo scambio di siringhe infette o comunque quando si hanno ferite aperte che entrano in contatto con sangue infetto;
  • trasmissione madre-figlio: può avvenire durante la gravidanza, durante il parto o con l’allattamento;
  • trasmissione tramite rapporti sessuali non protetti: sia di tipo eterosessuale che omosessuale la trasmissione avviene attraverso il contatto tra liquidi biologici infetti (secrezioni vaginali, liquido pre-eiaculatorio, sperma, sangue) e le mucose.

Fasi di sviluppo

Una volta contratta, le fasi di infezioni sono tre:

  • Infezione acuta: caratterizzato da una rapida e imponente replicazione del virus che non trova ostacoli. Il soggetto infetto potrebbe sperimentare sintomi influenzali;
  • latenza clinica: il sistema immunitario inizia a difendersi e la persona appare sana, tuttavia il virus sta continuando a propagarsi;
  • AIDS: lo stadio finale, il sistema immunitario a questo punto è gravemente danneggiato e la persona sieropositiva sviluppa una serie di infezioni chiamate “infezioni opportunistiche”. 

Test 

Per sapere se si è stati contagiati dall’HIV è sufficiente sottoporsi al test specifico che si effettua attraverso un normale prelievo di sangue. Se si sono avuti comportamenti a rischio è bene effettuare il test dopo uno-tre mesi dall’ultima esposizione a rischio. Per eseguire il test non serve ricetta medica, è gratuito, anonimo e non obbligatorio anche se consigliabile se esiste il rischio di aver subito contagio. 

Prevenzione e trattamento

Per evitare di contrarre la malattia bisogna mettere in atto alcune pratiche di prevenzioni molto semplici:

  • assicurarsi che siano stati fatti gli opportuni accertamenti nel caso di trasfusioni e trapianti;
  • usare solo aghi monouso in qualsiasi situazione (in ospedale, per piercing e tatuaggi, per somministrare droghe o medicine);
  • usare il preservativo per rapporti occasionali o a rischio;
  • assicurarsi che il partner non sia infetto prima di avere un rapporto non protetto.

Una volta contratta la malattia, se la si diagnostica nelle prime fasi è possibile intraprendere una terapia antiretrovirale in grado di sopprimere in maniera efficace la quantità (carica virale) del virus nel plasma, riducendo (quasi ad eliminarlo) il rischio di trasmissione di HIV fra partners per via sessuale ed il rischio di trasmissione da madre a neonato durante la gravidanza e il parto.

I farmaci antiretrovirali non sono in grado di eliminare l’HIV dall’organismo perché l’HIV rimane in permanenza presente nelle cellule già infette. Una volta iniziata, la terapia deve essere seguita per sempre e non può essere interrotta. 

Aspetti sociali della malattia

Le opere di sensibilizzazione non solo possono aiutare le persone colpite che non sanno come curarsi e approcciarsi alla malattia, ma sono importanti anche per combattere il pregiudizio che si è formato quando negli anni ‘80 c’è stato il boom di questa malattia. Poiché i maggiori vettori erano tossicodipendenti e omosessuali si è creato un’associazione della malattia con la trasgressione e la delinquenza

Coloro che contraggono il virus vengono visti più come appestati che come malati, inoltre essendoci poca informazione da parte dei sieronegativi, questi non sanno nemmeno come comportarsi alla presenza dei sieropositivi e questi ultimi si sentono costretti a nascondere la malattia per paura di ritorsioni.

E’ quindi molto importante far capire che il virus non si trasmette tramite abbracci, baci, morsi né tramite vestiti, asciugamani, lenzuola, posate e in generale in tutti quei rapporti legati al vivere sotto uno stesso tetto.

Campagne di sensibilizzazione 

Corretta informazione sull’AIDS

Campagna di Pubblicità Progresso del 1987 di tipo igienico scientifico.

Nella campagna viene affrontato in modo diretto il problema delle precauzioni che i sieropositivi, e la popolazione in generale, devono adottare per evitare il diffondersi della malattia. Inoltre sottolinea che i rapporti umani non trasmettono il virus e che è possibile una convivenza con i sieropositivi.

Scopo di questa campagna è quello di dare un’immagine più serena, veritiera e civile della malattia e di andare contro la solita informazione “terroristica” dell’epoca che parlava di una nuova epidemia.

Campagna #TrattamiBene

Campagna promossa da Gilead Sciences nel 2018 che lancia l’hashtag #trattamibene per aggiungere ulteriori voci sulla quotidianità di chi è colpito da HIV o che lo conosce da vicino. Scopo è quello di identificare e affrontare i nuovi bisogni di chi convive con il virus.

Chiunque poteva contribuire al progetto usando l’hashtag e raccontando la sua esperienza sui propri canali social, i contenuti rilevanti sono poi stati presi in considerazione per lo sviluppo del progetto.

La campagna attira l’attenzione unendo arte e realtà aumentata. Nelle città di Milano e Roma viene fatto circolare un autobus decorato da disegni che attraverso lo smartphone prendono vita. Il tour delle opere d’arte viaggianti è durato fino al 1 dicembre, Giornata mondiale dell’Aids.

Su un autobus, su cui ha lavorato lo street artist salernitano Knet, una mano (che rappresenta i progressi scientifici e l’informazione) entra sulla superficie dell’autobus e fa scoppiare le bolle liberando degli omini bianchi dall’isolamento che ora possono finalmente toccare terra e riprendere i loro colori vivendo in società al pari degli altri.

Sul secondo autobus, opera del collettivo milanese Orticanoodles, foglie e petali si muovono, quasi staccandosi dalle finestre del bus, superando ogni avversità i colori diventano sempre più vividi, e con un’esplosione, la vegetazione diventa luminosa e rigogliosa.

Campagna di prevenzione “Noi possiamo

Campagna lanciata da Lila (Lega Italiana per la lotta contro l’AIDS) ed è il primo progetto italiano sulla TasP (Terapia come prevenzione).

Scopo è quello di far conoscere la svolta scientifica per la quale le persone con HIV che si sottopongono regolarmente alle terapie antiretrovirali non sono in grado di trasmettere il virus.

La campagna inoltre vuole essere un’arma per porre fine alle discriminazioni nei confronti dei sieropositivi e incoraggiare maggior ricorso al test che permette di rilevare e curare la malattia in modo da non essere più trasmissibile.

Un passo importante perché a diffondere il virus sono maggiormente coloro che non fanno il test e non sanno di essere malati.

La campagna è composta da un video e di immagini distribuiti sui media, social e da Lila in occasione delle tante iniziative organizzate sul territorio.

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