5 Campagne contro il fumo che non puoi perderti (anche se non fumi)

5 Campagne contro il fumo che non puoi perderti (anche se non fumi)

Di campagne contro il fumo ne esistono un’infinità, ma in questo articolo voglio mostrartene 5 che meritano la tua attenzione, anche se non sei un fumatore.
Il problema del fumo non è isolato ai soli fumatori, poiché è stato dimostrato che anche il fumo passivo danneggia chi lo respira. 

Ci sono 1,1 miliardi di fumatori nel mondo e ogni anno ne muoiono 7,1 milioni. Questi dati riassumono l’ultima edizione dell’Atlante mondiale del tabacco realizzato dalla American Cancer Society e presentato al World Congress on Tobacco OR Health. 
Solo in Italia, le morti riconducibili al fumo sono state 93.432, con oltre 26 miliardi di euro di costi per l’economia in cure. Quindi il fumo non solo fa male alla salute, ma pesa anche sull’economia dei paesi.
Inoltre l’età in cui si accende la prima sigaretta continua a diminuire, con gravi conseguenze sul futuro di questi ragazzi.

Sono dati allarmanti. Tuttavia questa storia è un cane che si morde la coda. Nonostante si conoscano benissimo i danni e le malattie mortali che il fumo provoca, ci sono aziende che fondano il proprio business sul tabacco e investono milioni per promuovere i loro prodotti. 

Dobbiamo quindi essere noi stessi i primi promotori di questa battaglia. Queste bellissime campagne di sensibilizzazione contro il fumo ti faranno capire quello che ti ho detto. E se hai un amico che fuma, fagli vedere questi spot: magari smette e si salva la vita.

Le 5 campagne contro il fumo da vedere assolutamente

1. Chance

Creata da INPES, Istituto Nazionale di Prevenzione ed Educazione per la Sanità francese, nel 2010, insieme all’agenzia DDB Paris, la campagna ci dimostra che tutto quello che esiste e che è avvenuto nel mondo, è successo a causa di una possibilità su miliarde. Dal Big Bang alla formazione della vita, fino alla creazione delle prime civiltà e all’incontro delle persone che ci hanno generato. 

Tutto è avvenuto grazie a quella possibilità che è avvenuta per caso. Ma alla fine del video, mostrando un uomo con una sigaretta accesa, ci viene ricordato che questa fortuna non può durare, poiché 1 fumatore su 2 muore a causa del fumo.
Vengono confrontate le probabilità di essere stati generati e quella di morire: è palese che se si continua a fumare è molto più facile morire prematuramente.

Lo spot quindi punta a convincere che la vita non è da dare per scontata e che è solo questione di eventualità. Abbiamo quindi una “chance” per smettere di fumare.

2. Salah contro il fumo

Una campagna che ha sconvolto molte persone e a riscosso molto successo. Il protagonista è Mohamed Salah, l’attaccante egiziano del Liverpool, che ha pubblicato lui stesso il video sui propri profili social un mese prima della finale di Champions League contro il Tottenham.

Nello spot si vede la figura di Salah in penombra che palleggia, con, in sottofondo, applausi e dei cori dei tifosi che lo acclamano, poi si siede e inizia a fumarsi una sigaretta. Per qualche secondo i cori si fermano e la musica diventa ansiogena. 

Ma dopo poco esce dal buio il vero Salah (infatti la persona che fuma è un sosia), che si rivolge allo spettatore dicendogli: “Ehi! Pensavi fossi io? Ti eri preoccupato per me? Come ti preoccupi per te stesso? Smetti di fumare. Vivi meglio.”.

I tifosi di calcio sono rimasti tutti molto impressionati da questo video, soprattutto quelli del Liverpool, che erano preoccupati visto l’avvicinarsi della finale di Champions. I commenti alla campagna sono stati tutti positivi e le visualizzazioni al momento ammontano a più di 2 milioni.

3. Focus on the Positive

Col tono ironico che solo gli americani hanno, questa campagna è stata lanciata dal Dipartimento della Sanità della Florida nel 2002. Ha conquistato subito il pubblico, tanto che ha vinto il Golden Lion al Cannes Advertising Awards del 2002.

Il video parte con una ripresa in bianco e nero e con un’inquadratura soggettiva simile alle riprese fatte di nascosto per le indagini giornalistiche. Un gruppo di ragazzi va a parlare con il direttore di una grossa azienda di tabacco. Quando lo incontrano gli chiedono il perché non dice alla gente che dentro alle sigarette ci sono tracce di arsenico. 

Dopo un breve momento di imbarazzante silenzio, il direttore comincia a cantare e da quel momento la situazione cambia totalmente. L’inquadratura diventa impersonale e a colori e anche il tono diventa comico e allegro. Sembra quasi un cortometraggio musical per bambini, ma, nella sua fanciullezza, spiega quanto sia importante smettere di fumare. 

Utilizzare una canzone permette di far sedimentare più efficacemente in testa il messaggio, ossia che puoi anche “concentrarti sul lato positivo” e dire che gli effetti del fumo si manifestano con il tempo o che stai meglio quando fumi, ma in ogni caso ti avvicinerà alla morte e ti causerà malattie che potresti evitare. 

4. Secondhand smoke

Campagna contro il fumo Secondhand Smoke

Se le persone ignorano cosa può capitare loro, sicuramente non possono farlo se si parla dei propri figli. Questa campagna infatti punta alla sensibilizzazione dei danni del fumo passivo sui bambini. Il fumo passivo è una delle cause di morte prematura per i bambini. Questa campagna è stata ideata dalla Deutsche Kinderkrebsstiftung (Fondazione tedesca per la cura dei bambini) nel 2014.

Riprendendo la grafica degli avvertimenti sui pacchetti delle sigarette, il claim si rivolge a quei genitori che fumano alla presenza dei loro bambini. 
Le frasi utilizzate sono molto dure. “Vorrei smettere di fumare, ma mio padre non me lo permette”, “Sì fumo, ma solo quando mio papà è nei paraggi”, “Quando ho fumato la mia prima sigaretta? Non lo so, dovrei chiedere a mio padre”. Questi sono alcuni degli esempi di frasi che vengono usate nella campagna. 

Come si può evincere, puntano molto sul senso di colpa, prendendo il punto di vista dei ragazzi. Un po’ un colpo basso, ma impossibile da ignorare e da evitare. Proprio lo scopo che si vuole raggiungere.

5. #CATmageddon

Sì sa, nel web i video di animali sono i più visti e apprezzati, soprattutto quelli sui gatti. Chi non ha mai passato ore davanti ad un video di qualche gatto comico? Ma la situazione non potrà durare in eterno, poiché, ci ricordano quelli di Truth.com, insieme all’agenzia 72andSunny, se fumi i gatti muoiono e se non ci sono i gatti non ci sono i video su di loro.

Smoking = No Cats = No cat videos. Non fa una piega.

Uno spot simpatico che ha ottenuto un enorme successo sui social e anche ai Grammy Awards. Il video di 30 secondi prende una serie di meme e video di gatti trovati su internet e li ha uniti per creare un montaggio divertente ma di forte impatto. 

La campagna è accompagnata da un hashtag ufficiale: #CATmageddon. Il nome richiama appunto l’Armageddon, ossia il luogo, secondo la Bibbia, dove si terrà la battaglia finale tra il bene e il male, l’Apocalisse. Nonostante l’etimologia è un nome spassoso che rimane impresso.

Insomma, se non vuoi smettere di fumare nonostante tutti gli avvertimenti che hai visto negli spot precedenti, allora fallo per i gatti, poiché senza di loro Internet piange e anche tu sarai più triste nel non poter vedere video divertenti sui social. Previeni il #CATmageddon!

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