Lotta alla discriminazione di genere: le campagne più significative

La pari opportunità rappresentano un principio per il quale si ricerca la parità di genere, ossia come la totale assenza di ostacoli alla partecipazione politica, economica e sociale di un qualsiasi individuo a prescindere dall’orientamento sessuale, di genere o religioso.

Principali protagoniste sono le donne, perchè nella società di ieri come in quella di oggi, alle donne vengono date meno opportunità di un uomo e vengono sottoposte costantemente a molestie e discriminazioni.

La discriminazione delle donne rispetto agli uomini si verifica in quasi tutti gli ambiti:

  • Salario: anche rivestendo lo stesso ruolo, le donne vengono pagate di meno;
  • Cura familiare: nonostante si sia cercato di eliminare lo stereotipo della donna che rimane a casa ad occuparsi della famiglia e della casa, ancora oggi la percentuale di lavoro domestico affrontato dalle donne è nettamente superiore a quello degli uomini;
  • Istruzione: le donne tendono a intraprendere un tipo di formazione più umanistica, anche per il fatto che negli ambiti scientifici è più difficile riuscire ad emergere e avere riconoscimento per i propri sforzi e il proprio talento. In gioco c’è anche un fattore ambientale, poichè mentre alle bambine vengono dati come intrattenimento bambole, passeggini e utensili per ricreare una piccola donna di casa, ai maschi viene dato una varietà più ampia di giochi più stimolanti per la mente;
  • Salute: in alcuni paesi non è concesso alla donna di decidere del proprio corpo, sono altri che prendono decisioni per lei;
  • Opportunità lavorative: nonostante le donne siano sempre più qualificate resta la tendenza ad assumere un uomo. a questo proposito sono state inserite le Quote Rosa per riservare all’interno degli ambiti lavorativi l’occupazione di una certa percentuale di donne; 
  • Autonomia: viviamo ancora in un mondo in cui le ragazza sono giudicate per come si vestono, una ragazza oggi non può permettersi di camminare da sola per strada di notte perchè se le succede qualcosa la società dirà che “è colpa sua, se l’è cercata lei”. Molte donne non possono quindi uscire di casa da sole, non possono decidere come vestirsi, chi sposare o in cosa credere.

L’affermazione della parità di genere è avvenuta nella Dichiarazione universale dei diritti umani delle Nazioni Unite che cerca di creare uguaglianza nel diritto e nelle situazioni sociali, come ad esempio in attività democratiche, e di garantire parità di retribuzione a parità di lavoro.

Secondo la classifica riportata dal “Global Gender Gap Report 2018”, stilata dal World Economic Forum sulla base di diversi parametri, il nostro Paese si attesta al 70° posto, su 149 Paesi considerati.

Le Ancelle come forma di protesta.

Nel corso degli anni le lotte delle donne per la parità di genere e per avere più diritti le ha spinte a intraprendere molte azioni di qualsiasi tipo, anche a costo della vita. Tutto ciò che le donne hanno oggi è grazie ai sacrifici di altre donne coraggiose che le hanno precedute. 

Un tipo di protesta che le femministe hanno messo a punto negli ultimi anni consiste nel richiamare il simbolismo di una serie tv di enorme successo negli ultimi anni: The Handemaid’s Tales.

La serie parla di un futuro distopico in cui la fertilità è in calo e le poche donne fertili sono obbligate a lavorare come ancelle nelle case dei padroni e usate come incubatrici umane per poter partorire bambini, ormai rari, e  poter, in questo modo, garantire la sopravvivenza del genere umano. Le donne però, silenziosamente, organizzano una rivoluzione per poter distruggere questo sistema patriarcale. 

Uno dei primi casi risale al 27 luglio del 2017 a Washington, quando donne vestite da ancelle, con abito rosso e cuffietta bianca in testa, hanno protestato contro la decisione del Presidente americano Trump di tagliare i fondi alla “Planned Parenthood”, un insieme di organizzazioni nazionali che si battono in favore della legislazione dell’aborto e dell’educazione sessuale. La protesta si è allargata in tutto il mondo, non rimanendo circoscritta agli Stati Uniti.

Campagna “Punto su di te 2013

Campagna di Pubblicità Progresso che, intendendo valorizzare la diversità di genere affronta i vari volti della discriminazione: sul lavoro, in famiglia, nelle relazioni di coppia e così via. La campagna parte dall’insight: “la prima forma di discriminazione consiste nel negare che esista”.

Per la campagna vengono poste, in varie parte della città, delle affissioni con immagini di volti di donne con un balloon all’interno del quale è presente una frase incompiuta. La frase incompiuta dimostra simbolicamente che le donne non possono ancora esprimersi al 100%. In alcuni poster le frasi sono state completate da ignoti con parole discriminatorie facendo emergere non solo pregiudizi, ma atteggiamenti profondamente negativi. 

Le affissioni vandalizzate sono servite a mettere in luce uno degli intenti della campagna, che è quello di  rendere visibile la discriminazione, ricordare che è necessario cambiare atteggiamento e sottolineare l’urgenza di tale cambiamento.

Lo scopo della campagna consisteva nel portare maggiore consapevolezza delle donne circa i propri diritti, aspettative e potenzialità, primo passo verso la difesa di un’identità e di un ruolo più equilibrato e complementare nella società. 

Altro obiettivo era  la presa di coscienza da parte degli uomini sugli effetti  dei loro atteggiamenti e comportamenti, e di come questi debbano essere superati.

Campagna “Punto su di te 2015

Mentre la prima fase della campagna faceva leva sulla discriminazione sessuale, nella seconda fase della campagna di Pubblicità Progresso dedicata al tema delle pari opportunità è stata incentrata sulla disparità di stipendio tra uomo e donna che, secondo le statistiche del 2015, arrivava a raggiungere punte del 30% a seconda dei settori, mentre 1 donna su 4 abbandonava il lavoro dopo il primo figlio.

L’obiettivo della campagna è quello di sensibilizzare e stimolare la partecipazione attiva di tutti, così che la professionalità delle donne venga riconosciuta e valorizzata in termini di maggiore rispetto, stima e opportunità.

Nella campagna stampa viene presentata una donna che tiene in mano una banconota da 10 euro, che riporta però la cifra 7, volendo simboleggiare che la discriminazione salariale che le donne subiscono può arrivare fino al 30% a seconda dei settori.

Lo spot, invece, riprende con telecamera nascosta alcuni colloqui di lavoro. L’attrice coinvolta nel progetto si è presentata ai colloqui interpretando il ruolo di una donna e poi, accuratamente truccata, quello di un uomo. Entrambi i candidati erano interessati alla posizione offerta, con lo stesso background di studi e di esperienze, ma di sesso diverso. Interrogati su formazione ed esperienza lavorativa pregressa i due candidati danno le stesse risposte.

Le differenze si hanno quando il selezionatore, al momento di chiarire le aspettative economiche, si è dichiarato disponibile ad accettare la richiesta di retribuzione del candidato uomo, trovando invece eccessiva la richiesta della donna. 

Il messaggio finale: “Essere una donna è ancora un mestiere complicato. Diamogli il giusto valore”.

«She Breaks Barriers», Adidas per la parità di genere

La campagna lanciata nel 2018 da Adidas per garantire a donne e ragazze un maggiore accesso allo sport, eliminare gli stereotipi di genere e denunciare le discriminazioni subite dalle atlete a qualsiasi età e livello.

La campagna usa un video  che riunisce un gruppo di atlete e creator di enorme talento, si susseguono volti noti a cui si affiancano un gruppo di giovani sportive che “scoprono il loro potere e prendono il comando”. 

In questo modo Adidas cerca particolarmente di sensibilizzare l’opinione pubblica in merito alla scarsa visibilità delle atlete sui media e di innescare un cambiamento.

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