La responsabilità sociale d’impresa come strumento per distinguersi

La responsabilità sociale d’impresa come strumento per distinguersi

Negli ultimi anni si sente sempre più spesso parlare di responsabilità sociale d’impresa. Non è un caso. Internet e i social hanno permesso alle aziende di avvicinarsi ai clienti, ma allo stesso tempo le hanno rese più esposte. Infatti grazie alla rete le notizie negative e i comportamenti sbagliati delle imprese vengono diffusi velocemente.

L’Unione Europea definisce la responsabilità sociale d’impresa come “la responsabilità delle imprese per gli impatti che hanno sulla società”. Le aziende devono creare valore sia per loro che per le realtà che le circondano, come gli stakeholders, i clienti, ma anche le realtà territoriali e locali in cui hanno sede.

Promuovere una buona responsabilità sociale d’impresa ha diversi vantaggi. Innanzitutto molti consumatori affermano che sono influenzati nella scelta del brand anche in base alla condotta delle aziende sulle questioni sociali, come la sostenibilità ambientale, il rispetto dei diritti dei lavoratori e della parità di genere, l’attenzione al cliente e alla società, ecc.
Inoltre aumenta la brand reputation, il che porta a sembrare trasparenti e affidabili e di conseguenza è più facile che le persone investino su quel brand.

Una buona politica aziendale comporta dipendenti soddisfatti, trasformandoli quindi in ambasciatori della propria attività. È dimostrato che il passaparola è uno dei mezzi più affidabili e validi per fare pubblicità: avere i propri lavoratori come primi testimonial è un vantaggio non da poco.

In queste cinque campagne vediamo degli esempi di aziende che si sono distinte e hanno fatto della responsabilità sociale d’impresa un punto forte della loro campagna.

Le 5 campagne di responsabilità sociale d’impresa

1. Takeaway – CCTV

Nel 2013 la CCTV, ha trasmesso in Cina una serie di spot intitolati “Caring for Ageing Parents”. Nel Paese vige la legge del “figlio unico”, ossia ogni famiglia non può avere più di un figlio. Per questo molte delle persone anziane in Cina si trovano ad affrontare la vecchiaia da sole. Con questa campagna si vuole quindi sensibilizzare le persone a passare più tempo con i parenti anziani. 

L’invecchiamento della popolazione in Cina è un problema molto sentito e alcune credenze culturali ritengono le difficoltà della vecchiaia un disonore da tenere nascosto, così come la demenza senile.

Nel video si vede un padre che non riesce a riconoscere il proprio figlio, nonostante quest’ultimo si preoccupi di accudirlo. In un momento a ristorante con altre persone, però, il signore anziano prende dalla tavola due ravioli di carne e li mette in tasca. Il figlio indignato gli chiede che cosa sta facendo. Il signore risponde: “Li salvo per mio figlio. A lui questi piacciono”.

La sua memoria svanisce, ma non dimenticherà mai quanto ti ama”. 

2. #LikeAGirl – Always

Always, la marca di prodotti di igiene femminile statunitense, ha vinto il Gold Lion al Cannes Lions nel 2015 con questo bellissimo spot. Dire che fai qualcosa “come una ragazza” (“Like a Girl”) si vuole far capire a qualcuno, in maniera dispregiativa, che ha un atteggiamento sciocco, schizzinoso e debole. Questa campagna vuole ridefinire questo concetto, dimostrando che essere “come una ragazza” vuol dire essere forti “come un uomo”. 

Nel video viene chiesto a delle donne e degli uomini di fare delle azioni “come una ragazza”. Poi la stessa cosa a delle bambine. Le bambine subito non si sono lasciate trascinare dallo stereotipo e hanno fatto vedere come fanno loro le cose, dimostrando la stessa tenacia di un ragazzo. Le stesse donne poi hanno ripetuto le azioni facendo però le cose come le farebbero davvero.

Bisogna eliminare questi stereotipi sessisti, poiché le donne non hanno nulla di meno degli uomini, sono pari a loro in tutto. 

3. The Fun Theory: piano staircase – Volkswagen

“Si può fare sì che le persone decidano di comportarsi in modo migliore rendendo questa scelta più divertente?”. Questa è la domanda che Volkswagen si è fatta e ha voluto sperimentare. Entra in gioco quindi il concetto di gamification, ossia rendere qualcosa come un gioco. Con una serie di iniziative si è verificato che effettivamente le persone apprezzano di più fare qualcosa che non farebbero quotidianamente se questa fosse divertente. 

Nel video si vede che le persone entrano ed escono dalla metropolitana usando per la maggior parte le scale mobili, evitando quindi le scale affianco, nonostante siano libere. Così Volkswagen ha ricoperto quelle scale con delle piastre che producono un suono calpestandole, rivestendole come i tasti di un pianoforte. Riprendendo tutto con una telecamera, hanno scoperto che c’è stato un incremento dell’uso delle scale del 66%. 

Questa è solo una delle iniziative che sono state realizzate. Potremmo quindi dire che la loro “Fun Theory” è stata ampiamente dimostrata.

4. Remove Labels – Coca Cola

Una bellissima iniziativa di Coca-Cola nel 2015 in Medio Oriente in occasione del Ramadam. La campagna prende il nome di Remove Labels e fa parte di una macro campagna che Coca-Cola ha portato avanti chiamata “Let’s take an extra second”, il cui scopo è sensibilizzare le persone sull’eliminazione dei pregiudizi.

Nel video si vede un gruppo di persone al buio che cerca di indovinare l’aspetto dei vari membri attraverso delle informazioni date dalle stesse persone. Dopo un po’ di tempo a chiacchierare tra risate e battute, si accendono le luci e tutti scoprono che le descrizioni fisiche date non erano state azzeccate. 

In aggiunta al video, Coca-Cola ha deciso di eliminare l’etichetta dalle proprie lattine, lasciando solo la curva bianca e una scritta. “Labels are for cans not for people”, ossia “le etichette sono per le lattine non per le persone”. 

Una campagna che ci insegna che bisogna giudicare una persona solo dopo averla conosciuta davvero, senza lasciarsi traviare dalle apparenze. E perché no, farlo davanti ad una rinfrescante bibita di Coca-Cola. 

5. Dream Crazy – Nike

Una campagna molto discussa, ma veramente emozionante. La campagna Nike del 2018 Dream Crazy vede come protagonisti Colin Kaepernick e altri atleti testimonial del brand. A causa della presenza di quest’ultimo lo spot è stato molto criticato, anche se Nike ha dimostrato una forte posizione sui valori che da sempre trasmette: libertà, uguaglianza, crescita ed espressione di sé attraverso lo sport. 

Colin Kaepernick è stato cacciato dalla NFL perché si è inginocchiato durante l’inno nazionale suonato prima delle partite: un gesto in opposizione alla politica dura contro il popolo afroamericano. Trump ha severamente rimproverato questo gesto, minacciando conseguenze a chi lo avesse seguito. Per questo la NFL ha deciso di cacciare l’atleta.
Ma Nike non ci è stata: ha deciso di promuovere invece questo comportamento, sostenendo la battaglia sui diritti dei cittadini afroamericani e rendendo Kaepernick testimonial dello spot.

Credi in qualcosa, anche se significa perdere tutto”. Se hai un sogno, pensalo in grande, non lasciarti fermare da chi pensa che tu sia pazzo. È un complimento essere considerati dei sognatori. Se vuoi essere grande, diventalo.“Non chiederti se i tuoi sogni sono pazzi, ma chiediti se sono pazzi abbastanza”.

Leave a Comment