Pubblicità Progresso: le migliori campagne anni ‘80

Pubblicità Progresso: le migliori campagne anni ‘80

Le campagne Pubblicità Progresso degli anni Ottanta vivono un cambio repentino rispetto alle campagne precedenti, probabilmente a conseguenza del fatto che in quel decennio mutava anche il mondo.

Si respirava un’aria nuova, erano stati fatti numerosi passi avanti in campo di diritti e attenzione al sociale, lo stile comunicativo si era evoluto e la televisione aveva conosciuto nuovi canali e nuovi modi di comunicare.
Il mix di tali cambiamenti, a prima vista scollegati tra loro, andava a confluire inevitabilmente nelle campagne di Pubblicità Progresso.

Gli spot di questi anni risultano differenti su più fronti: il linguaggio muta radicalmente, le tematiche scelte sono completamente diverse da quelle del decennio precedente e soprattutto vedono la rimarcazione di uno stesso concetto nel corso dei dieci anni.

Il linguaggio di Pubblicità Progresso negli anni ‘80

Gli spot di questo decennio mantengono, rispetto ai precedenti, una sola costante: il minuto di durata. Anche in questo senso, comunque, verso gli ultimi anni iniziano ad attuare delle soluzioni più brevi, dimostrando anche un’accelerazione della fruizione all’interno dello stesso decennio.

Sono pungenti, ma non sempre riescono ad ironizzare sugli argomenti trattati. Di certo continuano a cogliere il punto focale della questione, sentenziando, sul finale, sempre una frase secca che arriva subito al dunque e coglie nel segno.

Il tono assunto dal narratore non è accusatore come accadeva come negli anni Settanta, ma resta grave e fermo: passa comunque il messaggio della necessità di porre l’attenzione su una determinata tematica.

Nella maggior parte delle campagne viene utilizzata, più che in precedenza, l’uso di una sola immagine ripetuta, zoommata, esasperata nell’arco dello spot. Viene meno, quindi, la scena girata come una sorta di cortometraggio, succede in poche campagne.

Le tematiche delle Pubblicità Progresso negli anni ‘80

Una particolarità delle Pubblicità Progresso in questi anni è nella scelta delle tematiche da affrontare.
Infatti, se nel corso dei decenni di attività tali campagne si sono concentrate su argomenti differenziati, in questo lasso di tempo il focus è principalmente sui minori, in particolare sul porre attenzione ai figli.

Altre tematiche poi ruotavano intorno alla società, dall’attenzione per la cultura alla campagna dedicata agli anziani.

Spicca poi una campagna sull’AIDS, che vedremo nel dettaglio tra poco.

Per dare il via agli anni ‘80, comunque, si è scelto di dedicare la prima campagna ad una lettera aperta sulla pubblicità, in cui si esplicitava – tra le altre cose – la specificazione dello scopo delle campagne Pubblicità Progresso, ovvero quello sociale.

Campagne sulla tutela dei minori

Possiamo racchiudere la maggior parte delle campagne degli anni Ottanta in una grande macro-area, quella relativa alla tutela dei minori, in particolare per quel che riguarda l’attenzione agli infortuni domestici.

Di seguito alcuni esempi di queste campagne.

Infortuni domestici

campagna contro gli infortuni domestici
Video: Infortuni domestici

La campagna del 1980 vuole allarmare i genitori sui pericoli presenti nelle abitazioni, sottolineando come anche le attività che sembrano innocue possono essere dannose per i bambini.
Inoltre, l’intenzione è quella di far notare le azioni che sono capaci di compiere i bambini, senza conoscerne le conseguenze.

Il tutto viene accompagnato da un coupon che, una volta spedito, dà la possibilità di ricevere da Pubblicità Progresso un opuscolo, in cui sono rappresentati i pericoli che possono correre i bambini in casa e in cui viene spiegato come poterli evitare. Questo era stato distribuito anche in alcune scuole elementari e medie.
Nel 1984 viene replicato un altro spot sugli incidenti domestici.

In questo corto un bambino si appresta a toccare oggetti d’uso quotidiano che, in mano alla curiosità di un infante, possono essere fatali.
Ogni volta in cui il piccolo vi si avvicina, l’oggetto in questione viene repentinamente allontanato dalle sue mani. In sottofondo, suona una musica ansiogena.
Ad accompagnare le scene, una voce che avvisa delle conseguenze di tale comportamento.

Sul finale, mentre il bambino sta per accendere un fiammifero, giunge la madre a fermarlo.
La chiosa si rivolge direttamente allo spettatore: ricorda, la tua attenzione può salvargli la vita.

La salute dei figli

pubblicità sull'educazione dei figli
Video: La salute dei figli

Un altro argomento trattato è quello della salute dei figli, con uno spot apposito del 1982.
In un certo senso era stato anticipato, l’anno precedente, da una campagna sulla responsabilità dei genitori e il bisogno dei bambini di ricevere adeguati affetto e cure.

In questa campagna si pone l’attenzione sulla salute fisica, che insieme a quella mentale rendono un bambino sano. Per crescere c’è bisogno di attività sportiva e di una corretta alimentazione.
Anche questa volta la pubblicità è stata accompagnata da un coupon che dava accesso ad una guida, “Come crescere bene tuo figlio”. L’opuscolo è stato poi distribuito anche in Lombardia.

Nello spot in questione viene inquadrato un bambino svestito, che copre con le mani le proprie parti intime.
La camera passa da un primo piano ad inquadrarlo per intero, mentre una voce descrive il comportamento del ragazzo: non fa sport, non segue un’alimentazione corretta ed equilibrata, va dal medico solo se sta male.

La voce afferma “a vederlo così cresce bene, ma alla sua educazione manca qualcosa: tutto questo” e una mano strappa l’immagine del bambino – ora diventata fotografia – dividendo testa dal corpo.
Nello spazio tra le due parti della foto viene scritto il messaggio finale.

Violenza sui minori

pubblicità progresso contro la violenza sui minori
Video: Violenza sui minori

Nel 1988 la serie di campagne sulla tutela dei bambini si conclude con questa rivolta a fermare la violenza sui minori.
Gli argomenti trattati vengono selezionati dopo un’attenta indagine condotta tramite interviste a professionisti di vari ambiti, da psicologi ad assistenti sociali, fino a politici.
La campagna contiene anche un protocollo sui Diritti dei Minori, che porterà ad una legge.

La pubblicità in questione vuole sottolineare le conseguenze della violenza sui bambini e invita a fermare tali atti.
Si rivolge, quindi, non solo a chi assume questi atteggiamenti, ma anche a chi conosce situazioni di pericolo e non fa niente per fermarle.
Sugli annunci della campagna sono segnalati i numeri a cui rivolgersi per denunciare condizioni di violenza, vengono indicati i centri specializzati nell’assistenza ai minori.

Nello spot, la camera segue i movimenti di due mani: una raccolta, l’altra aperta.
Quando la prima sta per scagliare un pugno, la seconda l’afferra e ne ferma il gesto.
Mentre ciò accade, come sempre accompagnato da una musica angosciante in sottofondo, la voce narrante spiega la mission della Pubblicità e chiude affermando che essere bambini è un diritto, non una colpa.

Campagne sulla società

Quella che potrebbe essere considerata un’altra grande macro-area consiste nelle campagne dedicate alla società del tempo.

Oltre alla già citata campagna sulla comunicazione, altre volevano richiamare l’attenzione su situazioni quotidiane che venivano sottovalutate o ignorate.
Tra queste, spicca ad esempio la campagna che invitava a prestare maggiore attenzione ai problemi della terza età o la denuncia della mancanza di lavoro per i giovani, appellandosi direttamente agli imprenditori.

Tra queste campagne, uno spot interessante, nella sua particolarità, riguardava la lettura.

A favore della lettura

campagna a favore della lettura
Video: Voltate pagina

Nel 1985 viene promulgata una campagna a favore della lettura che ha l’obiettivo di vincere la resistenza nei confronti di tale pratica.
In quegli anni, infatti, complice l’aumento della diffusione di televisori nelle case degli italiani, si diffonde l’idea che la lettura non è un piacere, ma un dovere.

L’intento della campagna è quello di far comprendere che la lettura è un modo per arricchirsi personalmente, ma anche di godere di un piacere personale. La letteratura fa sentire attivi e partecipi.

Nello spot televisivo si sceglie come testimonial la figura dell’annunciatrice televisiva.
Per la sua messa in onda vengono scelte personalità note agli spettatori di quegli anni: Nicoletta Orsomando e Maria Giovanna Elmi per la RAI, Gabriella Golia e Cinzia Lenzi per Mediaset.

La conduttrice protagonista enuncia il programma della giornata come se stesse presentando il palinsesto della serata. In realtà, parla della lettura di un libro e dei piaceri che se ne ricavano.
In questa pubblicità invece che utilizzare un tono sarcastico o grave, si gioca sul parallelismo tra l’abitudine persa, la lettura, e ciò che l’ha sostituita, la televisione. 

La campagna sull’AIDS

Una campagna da segnalare sicuramente è quella riguardante l’AIDS, in un periodo in cui si conosceva il pericolo della malattia, ma si ignoravano le modalità di trasmissione.
Questo provocava da un lato l’aumento del contagio, dall’altro una vera e propria discriminazione nei confronti delle persone sieropositive.

Corretta informazione sull’AIDS

pubblicità progresso sulla corretta informazione sull'AIDS
Video: Corretta informazione sull’AIDS

La campagna sull’AIDS viene diffusa nel 1987 e nasce in un contesto in cui c’è bisogno di far chiarezza sulle modalità di trasmissione del virus e sulla situazione reale della malattia.
In quegli anni la comunicazione sbagliata da parte dei media aveva diffuso l’idea che si trattasse di una nuova epidemia.

L’intento di Pubblicità Progresso è quello di diminuire la stigmatizzazione nei confronti delle persone sieropositive, ma non vuole sostituirsi alle Autorità in materia di salute. Affronta l’argomento dal punto di vista sociale.
Il tono assunto dall’associazione è quello di rasserenare e di giungere ad una convivenza civile, offrendo delle soluzioni anche relative alla prevenzione.

Nello spot viene inquadrato un ragazzo denudato e seduto in posizione fetale, mentre la camera se ne avvicina sempre di più, lui inizia a sollevare la testa, terminando il girato con un primo piano.
La voce narrante accompagna la scena facendo leva sulle paure diffuse sull’argomento, smontandole.

Il narratore specifica che il virus si trasmette con rapporti sessuali, non con rapporti umani.
Invita ad essere solidali e ad usare delle precauzioni, tanto che nel poster della campagna si vede una mano che passa un preservativo ad un’altra mano.
Oltre ad essere necessaria, la campagna risulta innovativa.

Leave a Comment