Pubblicità Progresso: le migliori campagne anni ‘70

Pubblicità Progresso: le migliori campagne anni ‘70

La televisione italiana è vista spesso come casa della cosiddetta televisione spazzatura, ma in realtà fin dai primi anni della sua esistenza è stata usata anche come mezzo per veicolare messaggi positivi.
Un esempio in questo senso è sicuramente l’uso che ne ha fatto fin da subito la fondazione Pubblicità Progresso (inizialmente associazione), quando negli anni Settanta iniziò a diffondere delle campagne pubblicitarie che affrontavano le tematiche più significative per i tempi in cui venivano pensate.

Com’erano le Pubblicità Progresso negli anni ‘70?

Quando nel 2019 guardiamo le Pubblicità Progresso degli anni ‘70,  la sensazione è simile a quella che si ha guardando un film girato tanti anni fa: il linguaggio utilizzato era assolutamente diverso da quello che viene usato oggi nella comunicazione, ma anche nella quotidianità.

La prima caratteristica che risalta agli occhi è la durata dello spot, che infatti arrivava a toccare –  e in alcuni casi a superare – il minuto. Impensabile, oggi.
D’altronde bisogna contestualizzare la televisione del tempo: il televisore era un mezzo nuovo entrato gradualmente nelle case degli italiani, i canali presenti erano ancora pochissimi quindi non esisteva l’idea di zapping, ma soprattutto il marketing non aveva ancora iniziato a farne un uso abituale. Resta comunque il fatto che la soglia di attenzione degli spettatori era più alta rispetto ad oggi.

Un’altra caratteristica di queste pubblicità riguardava il loro stile.
La recitazione e la regia ricordano i film girati negli anni Settanta, non solo per quanto riguarda il linguaggio, ma anche l’impostazione che ricorda i registi italiani del tempo.

Ma la vera grande differenza con le pubblicità attuali è il tono accusatorio con cui erano veicolati i messaggi. Doppiati da un uomo con voce ferma, profonda, convincente, il messaggio vuole smuovere un certo senso di colpa, o comunque far intendere che un certo comportamento è sbagliato.

Le tematiche delle Pubblicità Progresso

Le tematiche affrontate nelle campagne di Pubblicità Progresso erano e sono ancora oggi varie.

Negli anni Settanta, alcune riguardavano argomenti che ancora oggi ricevono grande attenzione o che sono tornati pubblicamente in vista.
Tra queste troviamo l’attenzione per la natura e l’acqua, la difesa delle opinioni personali e l’immancabile campagna contro il fumo.

Altri spot invece ponevano l’attenzione su argomenti che in questo periodo storico sono trattati con più o meno impegno, come il turismo e la salvaguardia dei beni del Paese, l’integrazione dei disabili.
Tra queste, poi, c’erano degli spot che si riferivano a situazioni che potrebbero sembrare assurde, se pensiamo che si tratta di poco più di 40 anni fa.

Vediamo i migliori esempi di pubblicità progresso.

Le 5 Pubblicità Progresso più significative degli anni ‘70

1. C’è Bisogno di Sangue

C'è bisogno di sangue, la prima campagna pubblicità progresso
Video: C’è bisogno di sangue

Una campagna molto interessante è stata questa sulla donazione del sangue, nel 1971, la prima campagna Pubblicità Progresso.
L’argomento è assolutamente attuale, ma la sua particolarità sta nel fatto che la sua ideazione ha avuto origine dalla necessità di combattere la diffusione del mercato nero del sangue.

In questo contesto Pubblicità Progresso voleva spingere i cittadini a donare il sangue e i donatori occasionali a sottoporsi ai prelievi più frequentemente.
Un altro obiettivo era quello di migliorare le strutture in cui avvenivano le donazioni.

La campagna era sostenuta da AVIS, Croce Rossa Italiana e Associazione Italiana Centri Trasfusionali e veniva accompagnata da opuscoli e altro materiale fisico.
I risultati dimostravano che questo tipo di comunicazione aveva effetto, perché si sono viste aumentare le donazioni.

Lo spot riprende un intervento chirurgico al cuore, effettuato su un bambino. Il medico afferma, con tono grave, che il bambino può farcela se c’è abbastanza sangue.
Oltre ad affermarne la scarsità, lascia intendere che il sangue usato fino ad ora è stato acquistato dal mercato nero, per opera del padre del bambino.

Sul finale, l’invito a donare suona quasi come un rimprovero, nonostante si voglia sensibilizzare al tema.
Gli spot futuri sono gradualmente meno sentenziosi.

  2. A difesa del Verde

a difesa del verde, pubblicità progresso a favore dell'ambiente
Video: A difesa del verde

La campagna è stata girata nel 1972, ma risulta assolutamente attuale.

Lo scopo era quello di sensibilizzare al rispetto della natura, il simbolo scelto è stato un albero antropomorfo in posizione difensiva.
Numerose associazioni ed enti hanno sostenuto tale Pubblicità, tra cui il Ministero dell’Agricoltura.
L’idea iniziale era quella di trasmetterla solo durante un’estate, ma è stata accolta meglio di ciò che si aspettasse e ripresa l’anno successivo.

Nello spot assistiamo ad una cena i cui commensali assumono comportamenti che vanno contro la convenzione: gettano il cibo per terra, spengono sigarette sulle pietanze, fumano a tavola. Nel frattempo, discutono delle nuove generazioni, lanciando delle critiche.
Compaiono dei bambini, poi, che giocano deturpando una pianta, spogliandola completamente.

La voce narrante interviene chiedendo “in casa vostra non vi comportereste mai così, vero?” e, mentre i commensali salgono su una macchina parcheggiata su un prato cosparso di rifiuti, accusa gli spettatori di assumere tali atteggiamenti nei prati e nei boschi pubblici.

Il narratore esplicita che anche gli spazi verdi pubblici sono casa vostra.
Lo spot termina con l’immagine del simbolo della campagna con scritto “Il verde è tuo: difendilo!”.

E’ sicuramente tra gli spot più interessanti, soprattutto per l’uso simbolico delle frasi più usate nell’educazione dei bambini.

3. Difesa dell’opinione altrui

Difesa dell’opinione altrui, pubblicità progresso sulla tolleranza
Video: Difesa dell’opinione altrui

Campagna del 1973 dal tono ironico, potrebbe tranquillamente passare per un prodotto girato nel 2019.
La denuncia si focalizzava in particolare sull’indifferenza per le opinioni altrui e la violenza nell’impedire ad altri di esprimersi, entrambi due facce della stessa medaglia, l’intolleranza.
Alla sua messa in onda, è stata molto apprezzata, in quanto affrontava una tematica complicata, soprattutto perché spesso ignorata da alcuni cittadini italiani.

Lo spot, sotto forma di cartone animato, raffigura un oratore che tiene una sorta di discorso ad una fantomatica folla. Le parole del discorso, però, non esistono. Emette solo dei versi.

Dalle espressioni, i gesti e il tono, l’intenzione è quella di richiamare l’immagine del leader politico.
Allargando l’inquadratura, si scopre come in realtà le sedie siano vuote.

Sceso dal palco, l’oratore si specchia e si dice di non essere mai stato contraddetto. “Io sono grande”, sentenzia.
Tornato sul palco, una voce lo interrompe e lo riporta alla realtà rispondendo “tu non sei grande, sei solo”.
Il leader solleva il piede, come per retrocedere, e si scopre che calpestava un foglietto che riporta il messaggio finale dello spot: rispetta chi non la pensa come te.

4. Contro il fumo

Chi fuma avvelena anche te, pubblicità progresso contro il fumo
Video: Contro il fumo

Pubblicità del 1975, è intenzionata ad avvisare dei danni relativi al fumo.
Al contrario di tutti i messaggi indirizzati a far smettere per eventuali conseguenze sulla propria salute, la campagna risulta interessante perché si concentrava sul fumo passivo.

Lo spot, quindi, si dirigeva ai non fumatori, informandoli delle conseguenze del contatto col fumo di altri, ma ha straordinariamente effetto anche sui fumatori.
Diventata di gran successo, è proprio grazie a tale campagna se in Parlamento si è deciso di procedere con una legge sul fumo, l’anno successivo.

In seguito a tali risvolti, la campagna ha avuto dei proseguimenti che si concentravano sull’applicazione e il rispetto della nuova legge.

Entrando nel vivo dello spot, l’idea è molto semplice e, per questo, efficace: viene inquadrata una sigaretta, dall’accensione al suo consumo. In sottofondo si sentono delle persone tossire, fin quando non interviene la voce del narratore.
Nel pieno stile delle campagne di Pubblicità Progresso, la domanda è secca ma illuminante: tu che non fumi, quante sigarette sei obbligato a fumare in un giorno?
Il narratore spiega nel dettaglio cosa comporta il fumo e, soprattutto, il fumo passivo.
La chiosa è anche il messaggio della campagna: chi fuma avvelena anche te. Digli di smettere.

5. Pulizia dei centri abitati

Pulizia dei centri abitati, pubblicità progresso contro il degrado cittadino
Video: Pulizia dei centri abitati

Nella seconda metà del 1973, il meridione ha visto la diffusione di un’epidemia di colera. Tra i motivi, è stata presa in considerazione soprattutto la scarsa attenzione nei confronti del decoro urbano.
La campagna si rivolgeva ai cittadini, sia nel loro atteggiamento attivo che in quello passivo, declinato al negativo.

Il successo ottenuto, ancora una volta, aveva superato le aspettative: i sindaci ricevevano degli appelli per tenere pulite le città, con conseguenti lamentele degli stessi a Pubblicità Progresso.
Il motivo del successo, comunque, era dovuto anche alla collaborazione di Gino Bramieri e Arnoldo Foà agli spot.

Proprio Foà appare nella pubblicità come conduttore di un notiziario in cui vengono mostrate delle scene che inquadrano dei rifiuti abbandonati su cui camminano dei topi.
Il conduttore elenca quali sono le conseguenze di tali condizioni, assumendo un tono ironico mentre sostiene che non si rivolge assolutamente agli spettatori, ma a dei fantomatici cittadini che hanno ridotto le strade in quel modo.
Nella seconda metà dello spot, una mano apre un giornale su cui si legge il messaggio conclusivo dello spot, mentre la voce narrante lo legge direttamente al cittadino.
Infine, viene inquadrato il form allegato per contattare personalmente i sindaci della propria città.

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