Le campagne più belle sul tema della disabilità

Le campagne più belle sul tema della disabilità

La disabilità non è una malattia ma una condizione che dipende soprattutto dall’interazione con l’ambiente. È una “condizione” momentanea nella quale non riusciamo a fare qualcosa, ma che diventerebbe superabile se mettessimo a disposizione gli strumenti giusti (una carrozzina, un computer, un ascensore, un servizio di assistenza…).

Nel corso degli anni le concezioni sulla disabilità e i disabili è mutata radicalmente. A partire dagli anni ‘70  prende corpo un’azione di rinnovamento dei servizi e degli interventi di inclusione sociale a favore delle persone con disabilità.

 Inclusione e Integrazione sociale

Il processo di inserimento dei disabili nella società è andato sviluppandosi al punto che emergono due rami distinti in questo processo:

  • Inclusione sociale: fa riferimento alla situazione in cui è possibile migliorare le proprie condizioni e rendere le differenze tra persone e gruppi socialmente accettabili, permettendo agli individui di vivere secondo i propri valori e le proprie scelte;
  • Integrazione sociale: è un processo attraverso il quale il sistema acquista e conserva un’unità strutturale e funzionale, mantenendo un equilibrio attraverso processi di cooperazione sociale e di coordinamento tra i ruoli e le istituzioni e che per funzionare deve eliminare forme di discriminazioni al suo interno.

I Servizi Sociali e Socio-Sanitari realizzano interventi a sostegno delle persone disabili e delle loro famiglie per la piena valorizzazione delle potenzialità e delle opportunità individuali nonché per la migliore integrazione/inclusione sociale.

Gli interventi

A partire dal 1999, l’Istat ha costruito il sito Disabilità in cifre, per documentare le condizioni di vita delle persone con disabilità. Il sito rappresenta un impegno per la loro inclusione, partecipazione e sostegno dei loro diritti. 

È di facile accesso e mette a disposizione di ricercatori, decisori, stakeholder, associazioni e cittadini un grande patrimonio informativo – in continuo aggiornamento – per rispondere sempre più efficacemente al bisogno di conoscere in modo approfondito la condizione delle persone con limitazioni.

Da parte del Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali gli interventi e le politiche nel campo della disabilità si sviluppano in due ambiti:

  • sul fronte delle politiche sociali, il Ministero tutela e promuove i diritti e le pari opportunità delle persone disabili e non autosufficienti;
  • nell’ambito delle politiche del lavoro, il Ministero detta gli indirizzi generali per l’attuazione della normativa sull’inserimento lavorativo delle persone con disabilità

Una nuova concezione di disabilità

Le evoluzioni della concezione di disabilità sono state significative permettendo prima di tutto di mettere sotto una luce diversa la persona disabile: non più semplicemente un “handicappato”, ma come una persona dotata di tutte le potenzialità che ognuno di noi possiede, se gli si forniscono le giuste strumentazioni.  

Si parte nel 1980 quando l’Organizzazione Mondiale della Sanità ha cominciato a razionalizzare il problema inserendo la disabilità in una griglia formata da 3 categorie principali: menomazione, disabilità e handicap.

Per arrivare nel 2001, alla 54ma Assemblea Mondiale della Sanità, con 191 Paesi partecipanti che accettano il nuovo standard di classificazione ICF (International Classification of Functioning), il quale riformula il concetto di disabilità e della salute delle persone tenendo conto molteplici fattori, che fanno riferimento anche ad aspetti sociali e non più solamente fisici o patologici. Gli indici di valutazione cambiano, classificando così non più in base a disabilità o menomazione, ma come:

  • funzioni corporee, 
  • fattori ambientali, 
  • strutture corporee, 
  • attività e partecipazione.

Campagna di Pubblicità Progresso “E allora?”

Iniziativa promossa nel 2003 da Pubblicità Progresso, in collaborazione con Cooperativa Solidarietà e con l’apporto di Lucio Dalla, che scrive una canzone per lo spot ispirandosi ai concetti espressi nelle “Lettere sul dolore” di Emmanuel Mounier. 

La campagna ha lo scopo di avvicinare i giovani – attraverso la musica, il web e un concorso a premi – a un tema molto delicato come quello che riguarda i disabili e la loro integrazione in una società in continua evoluzione.

Il claim della campagna di Pubblicità Progresso recita: “E allora?? Se tu potessi per un attimo sentirti come me, capiresti il bello della vita”

La voce di Lucio Dalla accompagna le immagini di una giornata-tipo vissuta dai ragazzi di Cooperativa Solidarietà (aiuta disabili e disagiati di ogni tipo inserendoli in comunità di lavoro), ricca di risvegli, di lavoro, di amicizia, di impegno, una giornata insomma assolutamente normale. 

Nella campagna sono stati coinvolti anche gli allievi del corso di narrativa diretto da Roberto Cotroneo e Cinzia Tani del Centro Lab di Roma, ciascuno dei quali ha scritto un racconto su un tipo diverso di disabilità, descrivendo il giorno del compleanno della persona disabile come se fosse il proprio e ambientando ogni racconto in un diverso paese del mondo.

Campagna per FamiglieSma

Si tratta di uno spot del 2016 recitato da Checco Zalone per FamiglieSma. Lo spot è davvero particolare perchè fa vedere come Checco sia “perseguitato” da un bambino affetto da atrofia muscolare spinale che vive nell’appartamento di fianco al suo. 

Il bambino infatti gli fa perdere tempo la mattina perché blocca il passaggio con il montascale, gli impedisce di dormire perché ascolta la tv ad alto volume e Checco arriva al culmine della disperazione quando gli viene sottratto il parcheggio sotto casa per darlo al bambino. A questo punto l’attore decide che l’unico modo per “liberarsi del bambino” è quello di donare soldi alla ricerca contro la SMA, di modo da curare il piccolo Mirco e permettergli di cercare il suo parcheggio come tutti. 

Lo spot ha avuto successo per la capacità di far passare con ironia e leggerezza i problemi gravi che hanno e che devono affrontare questi ragazzi – come il fatto che molte case, condomini o locali commerciali siano dotati ancora di vecchi montacarichi invece che di impianti per l’abbattimento delle barriere architettoniche – cambiando completamente l’ottica della donazione e della ricerca facendola diventare un paradosso

Campagna “A difesa dei disabili”

La prima campagna in difesa dei portatori di disabilità da parte di Pubblicità Progresso con il contributo di ANFFAS (Associazione Nazionale Famiglie di Fanciulli e Adulti Subnormali), risale infatti al 1977 e lo spot è in bianco e nero. Scopo principale è quello di favorire l’inserimento scolastico e lavorativo delle persone diversamente abili

La campagna si divide in due fasi. La prima riguarda l’obiettivo di inserimento dei bambini disabili nell’ambiente scolastico che viene ostacolato dai genitori degli altri bambini e dalla mancanza di strutture adeguate. Lo slogan recita: “Un’amicizia che fa bene a tutti i bambini. Difendiamola dai pregiudizi dei grandi”, invitando a prendere l’esempio dai bambini stessi, che familiarizzano facilmente anche con chi sembra diverso.
La seconda fase della campagna affronta il problema dell’inserimento dei disabili nel mondo del lavoro, mettendola nei termini “non buttiamo via energie preziose: aiutiamo gli handicappati a inserirsi nel mondo del lavoro” poichè “Handicappato significa che con il cervello e con le mani sa lavorare come tutti noi” e ottenendo spesso con risultati sorprendenti.

SBAAM, campagna in difesa dei non vedenti

Nel 1992, Pubblicità Progresso presenta la nuova campagna sulla disabilità, in particolare sulla situazione dei non vedenti in Italia. Lo slogan recita “Sbaam. La tua auto parcheggiata sul marciapiede vista da un non vedente”.

La campagna incolpa la maleducazione altrui come causa delle difficoltà che i non vedenti incontrano ogni giorno quando escono di casa e mira proprio a sensibilizzare il popolo ad essere più civile, altruista  e un po’ più attento a quegli atteggiamenti che per un vedente sono normali, oltre che a prendere coscienza del fatto che ci sono migliaia di ciechi che camminano ogni giorno per le strade.

La campagna presenta un video che , con toni ironici, esaspera ostacoli che, insormontabili per i non vedenti, sono facilmente eliminabili con maggiore educazione, buona volontà, senso civico.

Secondo l’Associazione Italiana Ciechi gli ostacoli che i ciechi lamentano più frequentemente sono le macchine parcheggiate sul marciapiede, che li costringono a spostarsi sulla carreggiata rischiando di essere investiti, e gli escrementi dei cani che, non essendo percepibili con il bastone, sono una sorpresa molto sgradevole.

A tal proposito anche l’anno successivo, il 1993, la campagna viene riproposta nelle stesse modalità ma cambiando slogan: “”Splat. La cacca del tuo cane vista da un non vedente”, oppure: “I non vedenti uscirebbero più volentieri se non gli mettessimo le ruote tra i bastoni””

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