5 spot sul Patrimonio culturale: salviamo la nostra eredità

5 spot sul Patrimonio culturale: salviamo la nostra eredità

Il 30 agosto 2015 l’ISIS distrusse le rovine del Tempio di Bel, considerato uno dei siti meglio conservati tra quelli di Palmira (Siria) e patrimonio dell’umanità dal 1980. Un affronto imperdonabile, condannato come crimine di guerra. Ma come mai tanto scandalo per qualche vecchia pietra? Eppure era già un rudere.
Non è così. Quelle vecchie pietre erano qualcosa di più: facevano parte del patrimonio culturale della civiltà siriana.

Ma cosa si intende per patrimonio culturale? La Treccani lo definisce “il complesso dei beni di interesse storico, archeologico, artistico, ambientale e paesaggistico, archivistico e librario, e ogni altro bene che costituisca testimonianza materiale di civiltà”.

Secondo l’UNESCO (Organizzazione delle Nazioni Unite per l’Educazione, la Scienza e la Cultura), invece, un bene, per diventare patrimonio culturale, deve rispondere ad una serie di criteri elencati (e continuamente aggiornati) dalle Direttive Operative della Convenzione. Viene seguito un iter di candidatura che cambia a seconda delle proprietà e delle caratteristiche che ha questo bene. 

Dal 2003 c’è stata poi una svolta: l’UNESCO ha stabilito che il patrimonio culturale di una civiltà non poteva essere definito solamente dai beni materiali, ma anche da quei beni che possiamo definire immateriali che costituiscono le fondamenta delle relazioni sociali all’interno di una popolazione.
Infatti, nella Convenzione, il patrimonio culturale immateriale viene definito come “le prassi, le rappresentazioni, le espressioni, le conoscenze, il know-how – come pure gli strumenti, gli oggetti, i manufatti e gli spazi culturali associati agli stessi – che la comunità, i gruppi e in alcuni casi gli individui riconoscono in quanto parte del loro patrimonio culturale”. 

Ma perché è così importante la salvaguardia e la valorizzazione del patrimonio culturale? Semplicemente perché è la nostra memoria storica e sociale, testimonia le nostre tradizioni e ci ricorda chi siamo. È una parte della nostra identità. Ma non aggiungo altro e lascio dire il resto ai seguenti 5 spot.

5 campagne sul patrimonio culturale

1. Viaggia nella bellezza – MiBAC

Nel 2015 l’Italia ha avuto l’onore di ospitare l’EXPO e per l’occasione il Ministero dei beni e delle attività culturali ha ideato uno spot per celebrare la bellezza del nostro Paese e la grande offerta culturale che offre. 

Con la regia di Alessandro D’Alatri e la formidabile interpretazione di Giancarlo Giannini, il video è stato mostrato alla Conferenza Internazionale dei Ministri della Cultura, davanti a 80 paesi e ha riscosso un enorme successo. È stato quindi ripreso per una successiva campagna con lo scopo di sensibilizzare le persone sulla salvaguardia delle immense ricchezze che il nostro Paese possiede. 

Nelle sale del Palazzo Farnese di Caprarola, in provincia di Viterbo, Giannini, vestito da cameriere, comincia ad elencare un menù. Ma è un menù particolare: quelli elencati sono piatti “per la mente”. Il video si conclude infatti con il claim “il cibo per la mente è servito”. 

L’Italia ha un enorme patrimonio storico, artistico e paesaggistico e molti di questi beni sono anche patrimonio UNESCO. Bisogna continuare a promuovere la cultura, poiché un popolo acculturato è un popolo che non muore.

2. L’arte ti somiglia

Con questo video dinamico e ipnotico il Ministero dei beni culturali ha deciso di promuovere i musei italiani. Una serie di dipinti e sculture viene messa a confronto con i volti di alcune persone per mostrare come in realtà le opere d’arte non sono poi così lontane da noi. Non dimentichiamo che i modelli degli artisti erano poi persone comuni; inoltre l’arte non è mai creata per se stessi, ma è qualcosa da condividere con gli altri. 

Lo spot girato è molto giovanile, con tempi veloci e scenografie minimali: i giovani sono la fascia di età che usufruisce meno dei musei. Per questo il ministero ha cominciato ad attivare iniziative e campagne per coinvolgerli, come le domeniche gratuite o i biglietti ridotti e gli sconti sugli abbonamenti.
C’è ancora molto lavoro da fare, poiché, anche con le agevolazioni, sono pochi i giovani che visitano i musei. Nel frattempo però continua a crescere il numero dei visitatori annuali: nel 2017 i visitatori dei musei in Italia sono stati 50 milioni, un record rispetto agli anni precedenti. 

3. Ricordiamoci di salvare l’Italia – FAI e Rai

Dal 1993, il primo weekend di Primavera i volontari del FAI, Fondo Ambiente Italiano, che si occupa di promuovere e salvaguardare i luoghi della cultura italiana, organizzano una manifestazione nazionale dedicata alla riscoperta del patrimonio storico, artistico e culturale del nostro Paese. Durante questi weekend vengono aperti alcuni siti che solitamente sono chiusi al pubblico, per permettere alle persone di visitare alcuni tesori non sempre accessibili.

Le Giornate di Primavera del 2015 chiudono una campagna Rai che ha raccolto fondi per i beni culturali, intitolata “Ricordiamoci di salvare l’Italia”. Per tutta la settimana sui canali Rai sono stati trasmessi documentari e raccontate storie sui patrimoni storici presenti nel nostro territorio.

Lo spot vede alcuni paesi e paesaggi molto affascinanti e turistici che vengono trasmessi come delle piccole scenografie ritoccate, pulite e sistemate.
Di sfondo una voce ci racconta l’iniziativa di Rai e Fai. Visivamente è un video moderno e innovativo, che però mantiene un linguaggio più istituzionale. 

La Rai, come tante altre aziende, si è impegnata in questa collaborazione perché crede che il patrimonio culturale sia una risorsa per tutti i cittadini: un buon esempio di responsabilità sociale.

4. Anno europeo del patrimonio culturale 2018 – Unione Europea

Una campagna dell’Unione Europea per l’Anno europeo del patrimonio culturale del 2018, tenutosi il 17 maggio. Un video che unisce il passato e il presente con una scenografia creativa. Protagonisti sono i giovani che imparano a fare qualcosa che gli viene insegnato da una persona più anziana; subito dopo inviano un messaggio ad un loro amico condividendo la nuova esperienza. Il claim della campagna infatti recita “il nostro patrimonio culturale: dove il passato incontra il futuro”.

Si parla infatti di eredità culturale e per far vivere le proprie tradizioni, bisogna che le persone più anziane trasmettano le loro conoscenze ai più giovani. Le opere d’arte, i libri, i monumenti sono tutte testimonianze tangibili che non fanno altro che insegnare ai posteri qualcosa del loro passato. Ci sono cose però che solo chi le ha vissute davvero può raccontare e far rivivere nuovamente. Bisogna imparare ad ascoltare e ad apprezzare ciò che ci viene tramandato.
L’ereditarietà intellettuale è una caratteristica tipica di noi umani, che non voglio mai dimenticare chi ci ha preceduto.
Per questo è importante continuare a salvare il nostro passato: per avere ancora un futuro.

5. Unite4Heritage – UNESCO

Questo video è stato girato dall’ufficio dell’UNESCO a Beirut per il progetto di Emergency Safeguarding of the Syrian Cultural Heritage. I fatti di Palmira dimostrano come sia tragica la situazione in Siria

Lo spot è un’intervista ad una serie di persone provenienti da diverse parti del mondo. A queste viene chiesto di parlare del loro paese e delle loro tradizioni. Alla fine li viene chiesto cosa proverebbero se tutte queste ricchezze fossero distrutte. Gelo. Nessuno riuscirebbe a pensare al proprio paese senza le proprie usanze.
Viene quindi mostrata l’intervista di un Siriano che racconta la sua situazione e quella della sua nazione. 

Purtroppo non è solo la Siria a subire questo destino: le guerre e i conflitti interni in molti paesi stanno portando la distruzione di quelle civiltà. Un paese senza un’identità è un paese morto: la distruzione del patrimonio culturale è il genocidio di una popolazione intera.

L’UNESCO cerca di combattere queste devastazioni, sensibilizzando anche le persone per promuovere iniziative di sostegno all’iniziativa. Bisogna lottare per impedire che questo genere di disastri si protragga ancora.

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