7 Campagne di sensibilizzazione ambientale che ci mostrano che stiamo distruggendo il nostro pianeta

7 Campagne di sensibilizzazione ambientale che ci mostrano che stiamo distruggendo il nostro pianeta

Anche a te è capitato di girare ultimamente tra le pagine social e i giornali online e vedere continuamente articoli sull’ambiente? è un argomento caldo di questi ultimi anni e molti, tra scienziati ed enti no profit, ci stanno mettendo in guardia sulla pericolosità del nostro operato sulla natura. Molte sono le campagne di sensibilizzazione ambientale promosse per educare sulla necessità di cambiare il nostro atteggiamento nei confronti del nostro pianeta.

I dati che riceviamo in effetti sono allarmanti: dall’ultimo rapporto annuale sull’inquinamento atmosferico nelle città italiane (Mal’aria 2019) si riscontra che nel 2018 ben in 55 capoluoghi di provincia sono stati superati i limiti giornalieri previsti per le polveri sottili o per l’ozono. Dati che fanno suonare un campanello di allarme se contiamo che le morti in Europa ogni anno per l’inquinamento atmosferico sono oltre 422mila e l’Italia è tra i paesi peggiori, con più decessi in rapporto alla popolazione, pari a più di 60.600 solo nel 2015.

Secondo uno studio dell’Organizzazione Mondiale della Sanità del 2016, “il 98% delle città nei paesi a basso e medio reddito con più di 100.000 abitanti non soddisfa le linee guida sulla qualità dell’aria dell’OMS. Tuttavia, nei paesi ad alto reddito, tale percentuale diminuisce al 56%”.

Non si può certo dire quindi che sia un tema che riguarda solo alcuni paesi, ma è un problema che affligge tutti. Non sorprende infatti che le campagne di sensibilizzazione ambientale si alzino da ogni parte del mondo, chiedendo a gran voce soluzioni a riguardo.

L’attenzione delle aziende alla sostenibilità ambientale

Proprio perché è un tema che sta a cuore a molte persone, non sorprende che anche le aziende siano ora indirizzate a trovare soluzioni di business nuove e orientate alla sostenibilità. Secondo Nielsen, in Italia il 70% dei consumatori è più propenso ad acquistare da aziende che supportano cause ambientali, mentre l’81% afferma che le aziende dovrebbero impegnarsi a ridurre il proprio impatto ambientale.

Senza contare poi le campagne contro la produzione della plastica, ritenuto il nemico pubblico numero uno dell’ambiente. Molte aziende si stanno muovendo proprio per trovare alternative a questo materiale.

Non è passata inosservata infatti la copertina di giugno 2018 del National Geographic, creata dall’artista boliviano Jorge Gamboa, dove si vede una busta di plastica, che assomiglia ad un iceberg in mezzo all’acqua, proprio per simboleggiare quanto in realtà il problema non sia alla superficie, ma più in profondità. 

Copertina di giugno 2018 del National Geographic per una campanga di sensibilizzazione ambientale contro la plastica

7 esempi di campagne di sensibilizzazione ambientale

Purtroppo, per quanto il problema sia vitale e serio, molti continuano a ignorarlo, obiettando che siano tutte delle bufale, arrivando a sostenere che il riscaldamento globale non esista.
Fortunatamente non si è smesso di combattere questa ignoranza e si continua a produrre campagne di sensibilizzazione molto interessanti ed efficaci.

1. #FridayForFuture: Greta Thunberg e le sue campagne di sensibilizzazione ambientale

Interessante notare come questo movimento non sia nato da alcuna associazione o ente, ma è opera della piccola Greta Thunberg, una ragazza di 16 anni svedese, diventata in Svezia donna dell’anno 2019 e inserita dal Time nella lista delle teenager più influenti al mondo nel 2018.

Dall’agosto 2018, ogni venerdì, Greta ha iniziato a manifestare davanti al Parlamento del suo Paese chiedendo più determinazione per combattere i cambiamenti climatici e la distruzione della natura. Dopo essere intervenuta alla Conferenza delle Parti sul Clima del 2018 (COP24), ossia la conferenza delle Nazioni Unite sui cambiamenti climatici, il suo discorso è stato condiviso da milioni di persone su internet, facendola conoscere così a tutto il mondo. 

Il movimento #FridayForFuture è diventato d’ispirazione a milioni di persone, soprattutto ragazzi, che si sono uniti a Greta per chiedere ai propri Paesi di trovare soluzioni al problema che affligge il pianeta. 

è da sottolineare come soprattutto i giovani siano interessati alla sostenibilità ambientale e come sempre loro si siano mobilitati per organizzare numerose manifestazioni. è un movimento che nasce dal basso e che ha portato associazioni come il WWF a farne parte, sostenendone le iniziative.

2. #10yearschallenge: le campagne di sensibilizzazione ambientale sui social

Campagna di sensibilizzazione ambientale del WWF #10yearschallenge su Instagram

Forse ti ricordi questo hashtag per la sfida che era stata lanciata su Facebook e che poi ha coinvolto anche gli altri social: pubblicare due proprie foto accostate, scattate a 10 anni di distanza una dall’altra. Tra critiche e divertimento, però, ci è stato chi ha pensato di fare un po’ di Instant Marketing per denunciare le trasformazioni che ha subito anche il nostro pianeta in questi lunghi anni. 

WWF e Greenpeace hanno pubblicato sui loro social le foto di alcuni luoghi che prima erano rigogliosi e ora invece sono disboscati e distrutti. Altri hanno seguito le orme delle due associazioni, portando alla luce quanto velocemente l’uomo stia distruggendo il proprio pianeta.

Anche in questo caso abbiamo una campagna che è partita dai social e che si è diffusa sempre in quelle piattaforme. Una campagna semplice, ma di forte impatto, che punta tutto sulle immagini e sulla loro diffusione in rete. Ancora una volta si ha la dimostrazione che saper cogliere al balzo le opportunità ed essere sempre aggiornati può portare a grossi risultati, a volte anche con il minimo sforzo.

3. Sand, Soil, Sea

Campagna di sensibilizzazione ambientale Sand, Soil, Sea - una bottiglia di plastica nella sabbia
Campagna di sensibilizzazione ambientale Sand, Soil, Sea - una confezione di plastica nel terreno
Campagna di sensibilizzazione ambientale Sand, Soil, Sea - coperchio di un bicchiere con cannuccia di plastica nel mare

Sai quanto ci vuole affinché la plastica si dissolva nell’ambiente? Te lo dice Trash Hero con la sua nuova campagna Sand, Soil, Sea

Ideato dall’agenzia pubblicitaria The Leo Burnett Group Thailand, il messaggio che vuole far arrivare Trash Hero è che ci vuole un secondo per lasciare della plastica in mezzo alla natura, ma che questa ci mette centinaia di anni per decomporsi. Si vuole quindi convincere l’utente che il vero modo per combattere l’invasione della plastica è di non abbandonarla nell’ambiente.

Un’immagine che dice più di mille parole, che vuole colpire duro la sensibilità dell’osservatore.

4. Chiudi il rubinetto

Un tema correlato all’inquinamento ambientale è lo spreco dell’acqua. A volte sottovalutato, il consumo eccessivo di acqua sta portando a ridurre le riserve del pianeta. non è più una questione futura, ma un problema serio e di una certa urgenza. Pensiamo a Città del Capo che l’anno scorso ha rischiato di essere abbandonata a causa della siccità, o a Las Vegas, che si trova ogni giorno a dover monitorare i consumi di acqua per non rimanere senza.

Così la FrabiatoFilm, su incarico dell’Agenzia provinciale per l’ambiente e la tutela del clima della Provincia autonoma di Bolzano, ha realizzato uno spot per la Giornata mondiale dell’acqua del 2018.

Il video è composto da una serie alternata di riprese frontali di vari rubinetti sempre aperti con il getto alla massima potenza. Interessante è la mancanza di uno sfondo musicale: l’unico suono è quello dell’acqua che scorre. Un effetto ben realizzato che trasmette un senso di disagio allo spettatore, che avrebbe voglia di reagire andando a chiudere i rubinetti.

Inoltre i rubinetti sono tutti posizionati nella stessa area dell’inquadratura, trasmettendo l’idea di uno spreco continuo e ciclico. 
Un video di grande effetto che vuole comunicare l’urgenza di risolvere questa problematica.

5. Nature Signs

Un video di una potenza inaudita, proprio come quella dei disastri che mostra nelle sue immagini. Sfruttando delle vere riprese giornalistiche di diverse inondazioni, uragani e tempeste in tutto il mondo, il video mostra dei segnali stradali di stop, che inspiegabilmente compaiono sempre in tutte le immagini. O forse un motivo c’è?
Per quelli della Colombia for Conservation International la ragione è che sia la natura stessa a chiederci di fermare i nostri comportamenti dannosi che causano queste catastrofi.

Con il claim “Nature is trying to tell us something” vogliono proprio dirci che la natura è stanca di sopportare il male che le facciamo. La campagna è stata lanciata per la Giornata Mondiale del Clima del 2018, ideata da MullenLowe SSP3.

Abbiamo usato reali foto giornalistiche di una serie di inondazioni, uragani e tempeste di tutto il mondo per reinterpretare il significato del segnale stradale. Inserendoli in un contesto differente, siamo stati capaci di usare i segnali per trasmettere messaggi agli umani dalla natura e dalla terra, così le persone si fermano e pensano all’impatto che le loro azioni hanno sul mondo”, spiega Carlos Andrés Rodriguez, capo direttore creativo della MullenLowe SSP3.

6. Concrete Jungle

La campagna è stata realizzata a Londra nel 2018 dalla Sumatran Orangutan Society insieme all’agenzia Don’t Panic e cerca di sensibilizzare al tema delle deforestazioni

Per farlo, non utilizzano immagini di foreste abbattute o di terre desolate, ma decidono di mostrare il problema attraverso gli occhi di chi vive il disagio. Però i protagonisti non sono animali veri, sono i personaggi de Il libro della Giungla del cartone animato della Disney del 1967. 

Ebbene sì, i nostri amati personaggi, da Baloo e Baghera fino ad arrivare a Kaa e Shere Khan, sono stati costretti ad abbandonare la Giungla a causa della deforestazione e della distruzione della loro casa. Si sono tutti trasferiti nelle varie città e li vediamo sconsolati nella loro nuova “giungla”, che non ha niente a che vedere con quello che erano abituati.
Li vediamo grazie una serie di telecamere di sorveglianza mentre si orientano tra il traffico cittadino e bevono l’acqua inquinata delle nostre città. 

Una campagna adatta ai piccoli, ma soprattutto agli adulti, che vedono i loro amati personaggi di infanzia soffrire a causa loro. Una pubblicità che punta al bambino che c’è in noi e spinge ad interrogarci sul tema con spirito più umano.

7. The Lion’s Share

Fresco di vittoria al Festival della Creatività Internazionale di Cannes del 2019 con il premio Sustainable Development Goals, la campagna The Lion’s Share, presentata da Mars Australia in collaborazione con l’agenzia Clemenger BBDO di Melbourne, vuole sostenere la conservazione della fauna selvatica.

L’iniziativa, sostenuta anche dalle Nazioni Unite, consiste in una raccolta fondi organizzata chiedendo ai vari brand di donare lo 0,5% della spesa dei loro media ogni volta che in una pubblicità compaiono immagini di animali. I soldi saranno devoluti per proteggere le specie in via d’estinzione e preservare i loro habitat.

Il narratore della campagna è Sir David Attenborough, uno dei massimi divulgatori scientifici a livello mondiale. All’inizio del video si specifica che gli animali sono una parte fondamentale della nostra vita e del nostro pianeta, tanto che compaiono nel 20% delle pubblicità prodotte. Purtroppo però, fino ad ora, non hanno mai ricevuto il compenso che si meritano. Vengono spiegate così le modalità di raccolta fondi, dove saranno stanziati i soldi e quali obiettivi si vogliono raggiungere. Sir David Attenborough conclude il video dicendo che finalmente è arrivato il momento per poter fare qualcosa e cambiare il modo in cui vengono usati gli animali per le pubblicità.

Leave a Comment