Google Grants: Come il terzo settore può sfruttare la pubblicità su Google

Google Grants: Come il terzo settore può sfruttare la pubblicità su Google

Da alcuni anni, Google ha lanciato il programma Google for Non Profit per sostenere le realtà No Profit in tutto il mondo con alcuni dei suoi prodotti, tra i quali Google Ad Grants che rientra nel programma  AdWords for Nonprofits.

Come Google ha messo a disposizione la sua tecnologia per aiutare il sociale: Google Ad Grants

L’aiuto che vuole dare Google è molto semplice: nelle campagne Pay Per Click su Adwords, gli Enti No Profit invece di dover pagare per le volte in cui l’annuncio è stato cliccato, Google paga al posto loro. 

Cos’è e come funziona Google Ad Grants

Con Google Ad Grants, alle organizzazioni No profit che vogliono avviare campagne più specifiche sul web, viene erogato un budget di 10.000$ al mese messo a disposizione per pubblicità sulla rete di ricerca

Google Ad Grants è uno strumento molto potente ed efficace che richiede una gestione professionale e accurata. Una volta impostata la campagna permette di: aumentare la visibilità nel motore di ricerca in modo da poter raggiungere persone che potrebbero essere interessate alle attività sociali di quell’ente; promuovere le attività corporate e sociali; invitare a partecipare a fundraising e donazioni.L’erogazione del budget non ha una scadenza, può essere potenzialmente concessa all’infinito se si rispettano alcuni termini stabiliti da Google. Eventualmente, se per più di 3 mesi l’account ha raggiunto la soglia di 10.000$ si può richiedere GrantPro, che ha un budget di 40.000$ mensili.

fumetto rappresentante Google Ad Grants

Come iscriversi

Possono accedere a questo servizio tutte le associazioni No Profit italiane o estere. Il servizio è gratuito.

Per poter richiedere un account Google per il non profit, si deve prima registrare la propria organizzazione a TechSoup, partner di Google per il non profit, che gestisce la procedura di verifica delle organizzazioni non profit per il programma di Google. Dopo l’iscrizione del proprio ente i passi successivi saranno:

  1. Fare richiesta di un account Google per il non profit;
  2. Attendere il responso di Google, che di solito rispondono nel giro di qualche giorno;
  3. Attivare un account Google Adwords.

A questo punto Google ti invierà un link da seguire per  poter sottoporre l’account all’esame di Google, subito dopo avrai il tuo account Ad Grants per costruire le tue campagne.

Fumetto Google Ads Grants

Quali sono i requisiti per poter accedere

I requisiti di idoneità sono diversi. Innanzitutto vi è da verificare l’appartenenza ad uno dei 50 paesi in cui Google opera. Dopo di che, tutte le organizzazioni devono essere verificate come organizzazioni non profit da TechSoup (o dal partner TechSoup locale).

È essenziale disporre di uno stato di ente di beneficenza valido; inoltre, la semplice esistenza di un sito web non è sufficiente: deve possedere contenuti significativi, ossia considerati tali dai motori di ricerca. Quindi è necessaria, in questo caso, una certa attenzione alla SEO.

Altra cosa importante, soprattutto perché su Google Ad Grants è possibile lavorare quasi solo con campagne Brand, è impostare i controlli per la tutela del marchio su Google Ads e ricordarsi che è importante anche verificare cosa dice la legge italiana per la tutela del marchio, perché alcune pratiche consentite su Google Ads non lo sono dalla legge italiana.

Inoltre l’organizzazione, per aderire, NON deve essere:

  • Un ente o un’organizzazione governativa
  • Un ospedale o un’organizzazione sanitaria
  • Una scuola, un’istituzione accademica o un’università (in questo caso Google for Education offre un programma separato per le scuole)

Non solo Google Ad Grants, i prodotti google per il sociale

Oltre Ad Grants, nel corso degli anni, Google ha messo a disposizione anche altri strumenti:

  • G Suite per il no profit: attivo per ogni tipologia di organizzazione e che permette di unire i team interni e, al tempo stesso, restare in contatto con le figure esterne all’organizzazione quali volontari, collaboratori e donatori, attraverso strumenti che semplificano i flussi di lavoro.
  • Programma No Profit per Youtube: le organizzazioni registrate hanno la possibilità di utilizzare le schede per le donazioni, che permettono allo spettatore di donare direttamente dal video. 
  • Google Earth per il sociale: consente di mostrare su Google Maps dati sulla posizione della comunità o dei donatori e mostrare l’impatto delle attività svolte. In questo modo si può rendere visibile a tutto il mondo la propria missione, raccogliendo e mostrando immagini panoramiche a livello stradale delle aree geografiche in cui è attiva l’organizzazione.
  • One Today: permette alle organizzazioni negli Stati Uniti di raccogliere fondi. È stata introdotta anche un’app che permette pagamenti sicuri da parte dei donatori.

Chi ha usato finora gli strumenti di Google?

Le organizzazioni No Profit, grandi e piccole, non si sono lasciate sfuggire una possibilità così ghiotta offerta da Google e in tantissime hanno avviato campagne Ad Grants con grandissimi risultati.

Google è orgoglioso di questo risultato e mette a disposizione sul suo sito tutte le Storie della sua Community e informazioni delle campagne avviate tramite la sua tecnologia.

Action Against Hunger:

Un primo esempio può essere ritrovato nella Community riguarda Action Against Hunger, che da quasi 40 anni combatte contro la fame in circa 50 paesi. Questo ente che lavora a livello internazionale ha usufruito non solo di Ad Grant, ma ha integrato anche gli altri strumenti di YouTube e G Suite per non profit.

Le problematiche di Azione contro la fame  consistevano nel fatto che per salvare vite si deve essere operativi 24 ore su 24. Però, in alcune occasioni, l’organizzazione ha dovuto affrontare grandi difficoltà per riuscire a mantenere i propri server costantemente attivi.

Ad esempio, di fronte a disastri naturali come l’uragano Sandy a New York e alla minaccia che si interrompesse l’alimentazione elettrica dei server, rischiando di perdere tutto.

Quindi la comunicazione decentrata è fondamentale per l’organizzazione e Action Against Hunger ha avuto non poche difficoltà nell’utilizzare vari strumenti di comunicazione. Team diversi utilizzavano strumenti diversi per inviarsi messaggi e, ogni volta che qualcuno voleva comunicare con un collega, doveva prima scoprire il suo nome utente e poi aggiungerlo all’app di messaggistica utilizzata.
Utilizzando gli strumenti messi a disposizione da Google l’ente è riuscito a risolvere questi problemi e questo ha permesso a chi ne fa parte di poter dedicare molto più tempo alla missione. Oggi Ad Grants e YouTube aiutano l’organizzazione a raccogliere fondi per finanziare i programmi e sono fondamentali per raggiungere un pubblico sempre più vasto.

Action Against Hunger in azione in Africa

Direct Relief

Anche Direct Relief ha fatto ricorso a Ad Grants. Scopo di questa organizzazione è quella di migliorare le condizioni di salute e la vita delle persone in situazioni di emergenza o povertà, fornendo le risorse mediche essenziali necessarie. 

Il problema di questa associazione consisteva nel fatto che, per raccogliere fondi, avesse bisogno di più visibilità per essere conosciuta. La soluzione che Google ha fornito per il non profit ha portato enorme vantaggio per questa organizzazione che ha saputo sfruttare (e che ha avuto ottimi risultati in poco tempo) tutti gli strumenti messi a disposizione:

  • Con Ad Grants, ora, l’organizzazione può implementare iniziative di marketing per i motori di ricerca. 
  • Con Google Analytics può acquisire informazioni sui donatori e tenere traccia della loro modalità di interazione con il sito web. 
  • Con One Today aumenta la fiducia delle persone grazie alla sicurezza e alla semplicità dell’app
  • Con Google Maps i visitatori possono individuare visivamente le iniziative globali di Direct Relief sul sito
  • Con YouTube l’impatto emotivo e istruttivo dei contenuti video sul canale dell’organizzazione ne umanizza il messaggio e ne aumenta la notorietà.
Action Against Hunger in azione in Africa

2 thoughts on “Google Grants: Come il terzo settore può sfruttare la pubblicità su Google”

  1. Oggi internet e la piattaforma per eccellenza. Volenti o nolenti ognuno di noi utilizza per gran parte del tempo il telefono, sia per comunicare che per rimanere aggiornato sulle notizie dal mondo o semplicemente su cosa i nostri amici o parenti fanno durante la giornata. Visualizziamo post su Instagram e Facebook, ricerchiamo informazioni su Google, verifichiamo le email: siamo letteralmente bombardati di input ogni minuto che compone la nostra giornata. Le attivita online sono numerose, internet e un mondo a se, talmente enorme che ci si puo davvero perdere.

  2. Solitamente un’associazione no profit si trova di fronte a due tipologie di pubblico : il primo e un pubblico “primario” che e formato dai diretti destinatari di un servizio; ed un pubblico secondario rappresentato invece dalle amministrazioni pubbliche, dai finanziatori e da tutti quei soggetti che si occupano della divulgazione delle conoscenze relative alle attivita dell’associazione. Anche se e chiaro come anche nelle organizzazioni No Profit sia necessario utilizzare strumenti del marketing generale, per esempio nessuna associazione puo esimersi dallo studiare i mercati e i segmenti della propria utenza e del proprio target.

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