Telefono Azzurro: le 5 migliori campagne

Telefono Azzurro: le 5 migliori campagne

Da 32 anni Telefono Azzurro protegge bambini e ragazzi sotto i 18 anni. Ecco le campagne che ci ricordano i loro migliori interventi in Italia e all’Estero.

Le associazione e le campagne di promozione vanno a braccetto non solo per far conoscere le attività svolte, ma anche per diventare un punto di riferimento in situazioni di bisogno
Un esempio su tutti è il caso di Telefono Azzurro, che da oltre trent’anni si è fatto riconoscere come massimo esponente dell’assistenza ai minori.

Nel corso degli anni il suo campo d’azione si è espanso fino ad essere presente in territori internazionali, dove collabora con altri enti.
Vediamo come il Telefono Azzurro si è fatto conoscere nel corso degli ultimi tre decenni.

Cos’è Telefono Azzurro

Telefono Azzurro è una onlus nata nel 1987 a Bologna con l’obiettivo di difendere i diritti dell’infanzia, che proprio due anni dopo saranno sanciti nella Convenzione internazionale sui diritti dell’infanzia.

Nel 1990 attiva il primo numero telefonico a disposizione di tutti i bambini che abbiano bisogno di denunciare casi di maltrattamento.

L’intervento di Telefono Azzurro agisce su tutte le situazioni in cui i bambini si vedono coinvolti in una situazione di pericolo o disagio: bullismo, abusi, violenza fisica e/o psicologica, scomparsa.

I numeri telefonici di Telefono Azzurro, attualmente, sono:

  • 19696, gratuito e disponibile per bambini e ragazzi fino ai 18 anni;
  • 114, per denunciare situazioni di emergenza;
  • 116000, per segnalare la scomparsa di bambini.

Ad oggi, il call center di  Telefono Azzurro comprende 30 linee telefoniche, 40 operatori specializzati e centinaia di volontari.

La comunicazione di Telefono Azzurro

L’associazione è sempre stata in grado di comunicare al meglio i propri obiettivi e la propria ragione d’essere. Per fare ciò, si è nutrita dei mezzi di comunicazione disponibili.

Già dal primo anno di vita, il nome di Telefono Azzurro è apparso in televisione grazie a Gerry Scotti e, l’anno successivo, Fabio Concato, che si sono impegnati nella raccolta di fondi a favore dell’associazione.

Inoltre, nel corso del tempo ha saputo muoversi sul territorio organizzando eventi  e progetti.
Annualmente, Telefono Azzurro promuove l’evento Fiori d’Azzurro, ad Aprile, e Accendi l’Azzurro, in occasione della Giornata Mondiale dei Diritti dei Bambini di Novembre.

Promuove inoltre progetti come corsi di formazione mirati a insegnanti, genitori, professionisti ma anche bambini stessi, fino a quelli internazionali.

Tra le campagne internazionali, invece, ci sono Generazioni Connesse, rete di educazione e protezione dei minori e i progetti di cui è partner come Child Helpline International, Missing Children Europe (dedicato ai bambini scomparsi), Inhope (contro la pedopornografia) e ICMEC (per i bambini scomparsi e sfruttati).

Oltre a ciò, è sempre giunto nelle case degli italiani servendosi dei mezzi di comunicazione classici, dalla televisione a Internet, con la creazione di spot pubblicitari.

Le 5 migliori campagne di Telefono Azzurro

Telefono Azzurro è sempre stata caratterizzata da una comunicazione forte e significativa, tanto da rendere l’ente un punto di riferimento anche nelle conversazioni quotidiane, in cui viene usato anche come una sorta di metafora per dire “assistenza contro i maltrattamenti”.

Per arrivare al meglio al cuore dei cittadini, soprattutto dei bambini, ha spesso utilizzato delle campagne semplici ma efficaci, in cui il messaggio arriva dritto al punto mettendo in scena situazioni simboliche.

Gli spot pubblicitari di Telefono Azzurro sono da sempre orientati verso due pubblici e due obiettivi: sia verso i bambini, per difendersi da eventuali maltrattamenti; sia verso gli adulti, per invitarli a sostenere la onlus con delle donazioni.

Ecco le migliori campagne di Telefono Azzurro.

1. 30 anni di ascolto

Campagna del 2018 dedicata ai 30 anni di Telefono Azzurro, è una pubblicità ideata da Havas Milan ed ha l’intento di far vivere al pubblico, in parte, quella che è l’esperienza degli operatori dell’associazione, ma anche di invitare a sostenere l’associazione.

Si compone di tre spot che affrontano tematiche differenti: abuso sessuale, violenza domestica e adescamento online.

I testi delle pubblicità sono ripresi da vere telefonate ricevute negli anni dagli operatori, rendendo perfettamente l’idea di quello che è l’operato dell’associazione.
I tre spot hanno la stessa struttura: la scena riprende il bambino o la bambina protagonista di spalle, in un luogo austero e buio arredato da pochi mobili che compongono una stanzetta da letto.

Mentre la camera zoomma sul protagonista sentiamo la registrazione della chiamata.

Nello spot sull’abuso una bambina racconta di molestie ricevute dal padre; in quello su violenza domestica si racconta di atti subiti dal nuovo compagno della madre; nello spot sull’adescamento online una ragazzina racconta di aver ricevuto dei ricatti e teme che le sue foto intime vengano pubblicate online e inviate ai suoi genitori.

In chiusura, un improvviso e totale silenzio accompagna la frase: l’hai ascoltata per pochi secondi. Noi lo facciamo da 30 anni.

2. Campagna Europea Antibullismo

Tra i responsabili di maltrattamenti sui minori spesso ci sono proprio dei minori.

Così, in occasione del progetto europeo E-ABC, European Antibullying Campaign, Telefono Azzurro è  ancora una volta pronto a stare dalla parte dei bisogni attuali e quotidiani dei più piccoli.
Iniziano ad essere diffuse delle campagne di Telefono Azzurro sul bullismo, con l’obiettivo di invitare ad agire vittime o testimoni di atti di bullismo.

Il primo degli spot sul tema è questo, che incita a non far passare un altro giorno.

È ambientato in una scuola, dove un ragazzino è preso di mira da tre bulli. Il video scandisce le giornate, mostrando per ogni giorno la “ragazzata” a cui è costretto il protagonista, come essere un bersaglio nel lancio di oggetti o ricevere degli sgambetti.
Al suo fianco c’è sempre lo sguardo dispiaciuto di un compagno di classe, che però non si esprime. Quando il ragazzo viene fotografato in bagno, esce in lacrime, incrocia lo sguardo del suo amico e scappa via.

Il giorno successivo, Giovedì, il compagno di classe ne parla col docente, ma il banco della vittima è ormai vuoto.
Lo spot invita quindi a fare qualcosa e parlarne con qualcuno prima che sia troppo tardi.

3. #BackToNormal – Amatrice un mese dopo

Oltre a numerosi spot sui maltrattamenti di cui sono vittime i bambini, sullo stile degli altri qui descritti, Telefono Azzurro ha voluto ricordare di esserci sempre per i più piccoli.

Nel 2016, quindi, ha promosso la campagna #BackToNormal, in sostegno ai bambini vittime del terremoto di Amatrice.

La campagna vuole riportare alla normalità i protagonisti della tragedia e racconta le iniziative dell’associazione in questo percorso di ritorno alla normalità. Per fare ciò, si serve di un cortometraggio – che sarà poi distribuito in 3 brevi spot – che confronta le vite di due bambini di 10 anni: Marco, di Amatrice, e Giorgio, di Roma.

I bambini vengono ripresi in azioni quotidiane come lavarsi i denti, giocare, mangiare e andare a scuola. Mentre Giorgio dorme nel suo lettino, lava i denti in bagno, fa un pranzo completo, gioca alla playstation e va a scuola in bici; Marco compie le stesse azioni con i mezzi disponibili a seguito del terremoto: dorme in tenda, lava i denti con una bottiglietta d’acqua, gioca coi giocattoli forniti dall’associazione , mangia con posate di plastica, va in una scuola improvvisata.

Anche questa campagna invita ad effettuare donazioni per aiutare Telefono Azzurro a riportare i bambini di Amatrice alla normalità.

4. Free Our Voices

Tra le campagne promosse da Telefono Azzurro, ci sono anche quelle a sostegno dei progetti internazionali con cui collabora.

Tra le pubblicità girate in questo contesto, possiamo prendere ad emblema Free Our Voices, del 2016, prodotta insieme a Child Helpline International.

L’obiettivo è quello di sensibilizzare al sostegno delle linee telefoniche di ascolto per i bambini, che non riescono a raggiungere tutti i minori bisognosi di aiuto presenti nel mondo.

Nello spot, girato in inglese, si susseguono persone adulte che reggono un piccolo display in corrispondenza della bocca. Qui, lo schermo trasmette la registrazione delle labbra di un bambino che si sostituiscono a quelle dell’adulto inquadrato.

Gli adulti “ospitano” il suo discorso, attirando l’attenzione dello spettatore sulle parole che vengono pronunciate.
Il ragazzino spiega di essere piccolo, ma non insignificante. “Un giorno la mia voce cambierà il mondo”, spiega, e racconta tutte le cose che potrà fare con la sua voce.
Ma per il momento, quando ha qualcosa da dire non viene ascoltato: il bambino spiega che le linee di ascolto non riescono a rispondere a tutte le telefonate che ricevono.

Il video termina con una frase: the more voices we have, the louder we’ll be.

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