Bullismo: le migliori campagne per contrastare il fenomeno

Bullismo: le migliori campagne per contrastare il fenomeno

Il bullismo è un fenomeno diffuso tra gli adolescenti e le leggi non bastano per fermarlo. Un modo per affrontarlo è raccontare storie. Vediamo le più belle.

Il fenomeno del bullismo è oggetto di studi e discussioni da oltre un secolo. Nonostante ciò, è ancora difficile fermarlo, tanto che negli ultimi anni si è sviluppato attraverso nuovi linguaggi, come quello del cyberbullismo.

Sempre più associazioni e governi si muovono sia con la promozione di decreti, come ad esempio in Italia la legge contro il cyberbullismo, che attraverso campagne di sensibilizzazione.
Anche parenti di vittime di maltrattamenti, in alcuni casi giunte addirittura al suicidio, si muovono in questa direzione.

C’è ancora tanto da fare, ma ogni anno sono numerose le campagne contro il bullismo che vengono diffuse online e in televisione per contrastare il problema.

Il fenomeno del bullismo

Il bullismo comprende tutti gli atti di violenza verso qualcuno considerato un soggetto debole. La violenza non è solo fisica, ma comprende anche quella psicologica, verbale e sessuale.
Tendenzialmente è un fenomeno individuato nelle scuole, mentre comportamenti simili in altri contesti hanno anche nomi differenti (come il nonnismo per le forze dell’ordine o il mobbing sul posto di lavoro).

Negli ultimi anni il bullismo, oltre ad essere maggiormente diffuso, assume anche nuove forme, come nel caso del bullismo omofobico o del cyberbullismo.
In particolare, per quest’ultimo caso si pone grande attenzione nell’educazione dei più giovani, in quanto spesso si approcciano alle nuove tecnologie e a Internet senza comprendere appieno la portata di tali strumenti. Ecco, quindi, che la cattiveria spesso non viene solo commessa dal vivo, ma spesso si serve di video, fotografie, chat, addirittura dei commenti sui Social Network.

Le vittime di bullismo sono numerose e spesso tale atteggiamento nei loro confronti può avere anche conseguenze estreme, come autolesionismo e suicidi.

Per fortuna, però, ci sono altrettante persone che si preoccupano di educare contro il bullismo e sensibilizzare ad atteggiamenti che contrastino la violenza.

Le migliori campagne contro il bullismo

Da anni sono numerose le campagne che cercano di contrastare il fenomeno del bullismo e del cyberbullismo, spesso in occasione della Giornata Mondiale Contro il Bullismo, che si tiene ogni 7 Febbraio.

Ecco le migliori campagne sull’argomento.

1. #maipiùunbancovuoto

Campagna contro il cyberbullismo lanciata da FARE X BENE onlus, nasce in ricordo di Carolina Picchio, ragazza di 14 anni che a causa di ricatti da parte dei suoi coetanei ha deciso di togliersi la vita nel 2013.
La ragazza era stata ripresa durante un episodio di violenza, subito da ubriaca, da parte di sette ragazzi, che avevano poi pubblicato il video.
La ragazzina decise di compiere l’estremo gesto, lasciando un bigliettino in cui parlava direttamente ai bulli.

La campagna riprende l’episodio e ne fa riferimento in questo spot.

Ambientato nella classe di una scuola, la docente introduce una nuova compagna di classe, che si presenta agli alunni.
La ragazzina si descrive, afferma di credere nell’amicizia, poi però racconta di come abbia dovuto lasciare Varese.

Racconta di un compleanno a cui ha bevuto troppo ed è stata ripresa da alcuni ragazzi mentre simulavano atti sessuali.
Il giorno successivo alla pubblicazione del video è stata sottoposta ad una vera gogna mediatica. “Come si può essere così cattivi?”, si chiede.

Dopo aver raccontato le sue sensazioni, spiega di come abbia deciso di suicidarsi: “Se non fossi morta oggi sarei una vostra compagna di classe, e non potete capire quello che vi siete persi”.

2. NoBully 

La campagna NoBully è stata lanciata dalla catena di fast food Burger King nel 2017 e utilizza dei toni surreali, a tratti grotteschi, per sensibilizzare non solo i più giovani, ma anche gli adulti.

La campagna, infatti, pone l’accento sul comportamento di persone che fingono di non vedere le situazioni che li circondano, o le ignorano.
La campagna si accompagna ad un sito web ed eventi di educazione nelle scuole, come lezioni e incontri.

Nello spot in questione, abbiamo due fasi. Una consiste nella descrizione del fenomeno attraverso interviste a dei ragazzi e ad alcuni studenti di una scuola.
La seconda consiste in una sorta di esperimento sociale ripreso con una videocamera nascosta in un Burger King.

Dei ragazzi – attori – maltrattano un altro ragazzino, lo spintonano, gli versano la bibita sul panino, sotto gli occhi di tutti i clienti del locale. Lo spot si chiede: quanti fanno qualcosa per fermarli? E quanti, invece, denuncerebbero atti di bullismo su un hamburger?

Così, viene servito un panino schiacciato. Vediamo dei clienti alzarsi e lamentarsi al bancone.
Il 95% dei clienti ha denunciato il panino su cui è stata commessa “violenza”, ma solo il 12% ha fatto qualcosa per fermare i ragazzini.

3. Sasso, carta, forbice

Campagna interessante, è stata prodotta da Android nel 2016 e lanciata durante la Notte degli Oscar dello stesso anno, poi diventata virale sui social.
Affronta direttamente il problema del bullismo nelle scuole e lo fa attraverso uno spot sotto forma di cartoni animati antropomorfi.

Vediamo un foglio di carta, che rappresenta uno studente della scuola, che viene bullizzato da altri fogli di carta (rappresentati con scarabocchi e stropicciati). All’arrivo di una forbice, il protagonista si spaventa, ma scopre che questa vuole aiutarlo affrontando gli altri fogli di carta.

Insieme escono da scuola e, per strada, incrociano due sassi che maltrattano un sassolino più piccolo. Mentre la forbice si nasconde, il foglio si avvicina per fermare tali atteggiamenti. Il sasso è spaventato, ma comprende le sue intenzioni. 
Il messaggio che passa è che non necessariamente essere uguali significa essere protetti o potersi fidare, spesso anzi i propri simili sono più propensi a ferire.

I tre oggetti antropomorfizzati camminano mentre sulle immagini appare il claim che specifica il messaggio metaforico dello spot: be together, not the same.

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